Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), è un fondo delle Nazioni Unite, organo sussidiario fondato l’11 dicembre 1946 per aiutare i bambini vittime della Seconda guerra mondiale. L’UNICEF, con sede centrale a New York, è presente ad oggi in ben centonovanta paesi e si occupa di assistenza umanitaria per i bambini e le loro madri in tutto il mondo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. I bambini e i ragazzi sotto i quindici anni sono più due miliardi nel mondo. L’UNICEF è finanziato con contributi volontari di paesi, governi e privati ed ha anche ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1965.

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia ( UNICEF ),  è un fondo delle Nazioni Unite, organo sussidiario fondato l’11 dicembre 1946 per aiutare i bambini vittime della seconda guerra mondiale. L’UNICEF, con sede centrale a New York, è presente ad oggi in ben centonovanta paesi e si occupa di assistenza umanitaria per i bambini e le loro madri in tutto il mondo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. I bambini e i ragazzi sotto i quindici anni sono più due miliardi nel mondo. L’UNICEF è finanziato con contributi volontari di paesi, governi e privati ed ha anche ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1965.

L’Avvocato Pitorri, esperto nel settore immigrazione, da anni attento alle tematiche  ad esso connesse, nello studiare gli ultimi dati forniti dall’Unicef, ha rilevato che dall’inizio del 2019 circa sedicimila migranti e rifugiati hanno raggiunto l’Europa, tramite le diverse rotte migratorie nel Mediterraneo. In particolare, vi è stato un aumento della presenza di bambini sulle imbarcazioni che hanno attraversato il mare. Basti pensare che ad oggi giunge in Europa un minore su quattro.

Ovviamente l’Unicef si è attivata solertemente con programmi di protezione per l’infanzia a favore di circa 4.480 e di circa 1.950 minorenni non accompagnati a ricevere cure e protezione in Italia, in Grecia e nei Balcani. Rammenta l’Avvocato Pitorri che molti giovani migranti e rifugiati che hanno compiuto il viaggio verso l’Europa, sono stati, purtroppo, vittime di violenze e abusi.In Italia, emerge dai dati Unicef, i minori stranieri non accompagnati presenti a fine febbraio erano 8.537.Per ciò che concerne la Grecia, nei primi tre mesi del 2019, sono arrivati via mare 2.077 bambini, portando il numero di bambini presenti in Grecia a 28.000 (di cui 3.535 non accompagnati). La situazione dei bambini e delle famiglie nei centri di prima accoglienza e identificazione resta estremamente preoccupante, posto che al 31 marzo 2019 erano presenti in questo tipo di centri 11.500 persone in cinque isole egee circa, il doppio rispetto alla loro portata totale.Per quanto riguarda, invece, la Bulgaria, nel corso dei primi tre mesi del 2019, circa 300 rifugiati e migranti, di cui un quarto bambini, hanno presentato richiesta di asilo nel paese. A causa di continui spostamenti, alla fine di marzo meno di 180 bambini (la metà dei quali non accompagnati) sono rimasti nei centri di accoglienza.

Relativamente alla Serbia, specifica l’Avvocato Pitorri, rifacendosi ai dati pubblicati dall’Unicef, fino al 31 marzo poco più di 4.200 migranti e rifugiati, fra cui 883 bambini presenti in 16 centri di accoglienza e asilo gestiti dal governo. Ciò rappresenta un calo rispetto a dicembre 2018, ma con il miglioramento delle condizioni meteorologiche, gli arrivi (anche di minorenni stranieri non accompagnati) e gli spostamenti aumentano. Uno dei fattori di maggiore preoccupazione è la situazione di oltre 400 minorenni stranieri non accompagnati, che non hanno ancora acceso a cure appropriate, protezione, istruzione e altri servizi.Da ultimo, in Bosnia Erzegovina, nel primo trimestre del 2019, le autorità di confine hanno registrato circa 3.600 nuovi arrivi di migranti e rifugiati. Delle 6.450 persone presenti nel paese a fine marzo, il 19% erano bambini e il 7% bambini non accompagnati. Nonostante i progressi nell’incrementare la risposta nazionale, le capacità di accoglienza rimangono limitate.L’Unicef, rammenta l’Avvocato Pitorri, da sempre adotta dei concreti piani di azione per dare protezione a bambini e giovani migranti, che cercano rifugio per lasciarsi alle spalle dolorose storie di sfruttamento e violenza. Di primaria importanza, per quest’organo ormai noto a livello mondiale, è il  porre fine alla detenzione dei minori dovuta al oro status di immigrati, favorire l’unità familiare e ridurre l’apolidia, garantire cure e accesso ai servizi per i bambini e giovani migranti e rifugiati attraverso il rafforzamento dei sistemi sanitario e di istruzione. Per realizzare i nobili scopi enunciati, ricorda l’Avv. Pitorri l’Unicef necessita, ovviamente, di fondi. Si auspica, pertanto, che l’appello dell’UNICEF per il 2019 venga accolto da chi di dovere per aiutare i giovani migranti.

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), è un fondo delle Nazioni Unite, organo sussidiario fondato l’11 dicembre 1946 per aiutare i bambini vittime della Seconda guerra mondiale. L’UNICEF, con sede centrale a New York, è presente ad oggi in ben centonovanta paesi e si occupa di assistenza umanitaria per i bambini e le loro madri in tutto il mondo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. I bambini e i ragazzi sotto i quindici anni sono più due miliardi nel mondo. L’UNICEF è finanziato con contributi volontari di paesi, governi e privati ed ha anche ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1965.

L’Avvocato Pitorri, esperto nel settore immigrazione, da anni attento alle tematiche ad esso connesse, nello studiare gli ultimi dati forniti dall’Unicef, ha rilevato che dall’inizio del 2019 circa sedicimila migranti e rifugiati hanno raggiunto l’Europa, tramite le diverse rotte migratorie nel Mediterraneo. In particolare, vi è stato un aumento della presenza di bambini sulle imbarcazioni che hanno attraversato il mare. Basti pensare che ad oggi giunge in Europa un minore su quattro.

Ovviamente l’Unicef si è attivata solertemente con programmi di protezione per l’infanzia a favore di circa 4.480 e di circa 1.950 minorenni non accompagnati a ricevere cure e protezione in Italia, in Grecia e nei Balcani. Rammenta l’Avvocato Pitorri che molti giovani migranti e rifugiati che hanno compiuto il viaggio verso l’Europa, sono stati, purtroppo, vittime di violenze e abusi. In Italia, emerge dai dati Unicef, i minori stranieri non accompagnati presenti a fine febbraio erano 8.537. Per ciò che concerne la Grecia, nei primi tre mesi del 2019, sono arrivati via mare 2.077 bambini, portando il numero di bambini presenti in Grecia a 28.000 (di cui 3.535 non accompagnati). La situazione dei bambini e delle famiglie nei centri di prima accoglienza e identificazione resta estremamente preoccupante, posto che al 31 marzo 2019 erano presenti in questo tipo di centri 11.500 persone in cinque isole egee circa, il doppio rispetto alla loro portata totale. Per quanto riguarda, invece, la Bulgaria, nel corso dei primi tre mesi del 2019, circa 300 rifugiati e migranti, di cui un quarto bambini, hanno presentato richiesta di asilo nel paese. A causa di continui spostamenti, alla fine di marzo meno di 180 bambini (la metà dei quali non accompagnati) sono rimasti nei centri di accoglienza.

Relativamente alla Serbia, specifica l’Avvocato Pitorri, rifacendosi ai dati pubblicati dall’Unicef, fino al 31 marzo poco più di 4.200 migranti e rifugiati, fra cui 883 bambini presenti in 16 centri di accoglienza e asilo gestiti dal governo. Ciò rappresenta un calo rispetto a dicembre 2018, ma con il miglioramento delle condizioni meteorologiche, gli arrivi (anche di minorenni stranieri non accompagnati) e gli spostamenti aumentano. Uno dei fattori di maggiore preoccupazione è la situazione di oltre 400 minorenni stranieri non accompagnati, che non hanno ancora acceso a cure appropriate, protezione, istruzione e altri servizi. Da ultimo, in Bosnia Erzegovina, nel primo trimestre del 2019, le autorità di confine hanno registrato circa 3.600 nuovi arrivi di migranti e rifugiati. Delle 6.450 persone presenti nel paese a fine marzo, il 19% erano bambini e il 7% bambini non accompagnati. Nonostante i progressi nell’incrementare la risposta nazionale, le capacità di accoglienza rimangono limitate. L’UNICEF, rammenta l’Avvocato Pitorri, da sempre adotta dei concreti piani di azione per dare protezione a bambini e giovani migranti, che cercano rifugio per lasciarsi alle spalle dolorose storie di sfruttamento e violenza. Di primaria importanza, per quest’organo ormai noto a livello mondiale, è il porre fine alla detenzione dei minori dovuta al oro status di immigrati, favorire l’unità familiare e ridurre l’apolidia, garantire cure e accesso ai servizi per i bambini e giovani migranti e rifugiati attraverso il rafforzamento dei sistemi sanitario e di istruzione. Per realizzare i nobili scopi enunciati, ricorda l’Avv. Pitorri l’Unicef necessita, ovviamente, di fondi. Si auspica, pertanto, che l’appello dell’UNICEF per il 2019 venga accolto da chi di dovere per aiutare i giovani migranti.

Avvocato Iacopo Maria Pitorri