Il 30 giugno p.v., a Bologna, scadranno le proroghe dei contratti ai gestori dei centri di accoglienza straordinaria della città metropolitana. Cosa accadrà, poi,  fa presente l’Avvocato  Iacopo Maria Pitorri, non è dato sapere, posto che il  bando per i prossimi due anni è andato deserto, in quanto coop e associazioni si sono rifiutate di partecipare coi nuovi capitolati al ribasso del Ministero. A Bologna, quindi, fa presente l’Avvocato Pitorri, altri seicento migranti, e centinaia di operatori rischiano di finire in strada a fine mese.  Presso il centro di via Mattei 39, della città emiliana si sono sempre svolte attività di accoglienza e integrazione, che hanno per obiettivo quello di favorire l’autonomia di richiedenti asilo e persone titolari di protezione internazionale. Si sono realizzati  percorsi personalizzati, sulle specifiche attitudini ed esperienze di ognuno, favorendo l’incontro e la conoscenza reciproca con i cittadini del territorio di riferimento. Ci si è attivati quotidianamente, al fine di operare in diversi programmi di accoglienza richiedenti asilo. Eppure, delle 183 persone presenti in via Mattei, 39 sono state portate in Sicilia, 80 sono state distribuite  nei centri di accoglienza di Ferrara, Bologna, Rimini, Piacenza e Reggio, 22 sono state prese in carico dalla Caritas, altre 20 (sei donne e due nuclei famigliari, uno da undici e uno da tre persone) sono state risistemate tra Bologna e la Regione; infine altri quattro migranti, già titolari di protezione internazionale, sono stati accolti dall’Antoniano. Alla fine sono rimasti una ventina dentro la struttura: partiranno per Caltanissetta. Tutti gli altri dovrebbero trovare ospitalità in altri centri di accoglienza, nella case e nelle parrocchie. Una gara di solidarietà ha permesso di svuotare il centro di accoglienza per i migranti di via Mattei, che la Prefettura ha deciso di chiudere. Comunque, evitandosi di ripetere gli  episodi legati al Cara (Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo Politico) di Castelnuovo di Porto.

Lavoratori dell’accoglienza, sindacati di base e attivisti (anche Mediterranea) si sono riuniti davanti all’entrata del centro, l’altro giorno, per protestare contro il trasferimento dei 183 ospiti del centro (anche dieci bambini, uno di appena dieci giorni) e la sua imminente chiusura, disposta dal Viminale, ufficialmente per effettuare lavori urgenti di ristrutturazione.

L’Avvocato Pitorri specifica che di recente vi è stata una lunga, difficile trattativa tra la Prefettura ed il Comune. Grazie ad una mappatura del Comune (che mostrava come ci fossero centinaia di posti vuoti, e già a budget, nei centri di accoglienza del Viminale in tutta l’Emilia Romagna), è emerso che, alla data del 20 maggio u.s., i posti occupati in Emilia  Romagna erano 8.307, su una capienza di undicimila. Sta, comunque, proseguendo il vertice per tutelare i lavoratori. Le conseguenze sono tensione in città, persone che da fine giugno resteranno senza lavoro e una situazione di incertezza per gli ospiti del centro di accoglienza che devono decidere se farsi portare in Sicilia o sono liberi di andare altrove.

Avvocato Iacopo Maria Pitorri