L’assegno di divorzio si prepara a cambiare. L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, costantemente aggiornato sulle diverse tematiche, sia dal punto di vista del panorama legislativo che da quello giurisprudenziale, ha di recente approfondito la materia del divorzio, rilevando la riforma in essere: cambierà, invero, l’assegno di mantenimento alla luce delle ultime sentenze della Suprema Corte. Si riferisce, l’Avvocato Pitorri alla sentenza n. 1504/2017 ed a quella delle Sezioni Unite n. 18287/2018, evidenziando che si è concluso, in Commissione Giustizia alla Camera, l’esame sulla proposta di legge di modifica dell’art. 5 della L. 898/1970 che rinnova l’assegno divorzile.

Più specificamente, la riforma stabilisce che con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale possa disporre l’attribuzione di un assegno a favore di un coniuge, tenuto conto di unaserie di circostanze specificamente dettagliate. Il Tribunale, invero, dovrà valutare innanzitutto la durata del matrimonio e le condizioni personali ed economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi a seguito dello scioglimento, ovvero della cessazione degli effetti civili del matrimonio. Verranno poi presi in considerazione l’età e lo stato di salute del soggetto richiedente, nonché il contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare, oltre alla formazione del patrimonio di ciascuno e di quello comune. Tenendo conto del patrimonio e del reddito netto di entrambi, verrà esaminata anche la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive, pur in considerazione della mancanza di un’adeguata formazione professionale o di esperienza lavorativa, quale conseguenza dell’adempimento dei doveri coniugali nel corso della vita matrimoniale. Da ultimo si terrà conto dell’impegno di cura di figli comuni minori, disabili o comunque non economicamente indipendenti.

Oltre ciò, specifica l’Avvocato Pitorri, la proposta di legge introduce anche un’altra importante innovazione. In sostanza, tenuto conto di tutte le circostanze predette, il giudice potrà predeterminare la durata dell’assegnonei casi in cui la ridotta capacità reddituale del richiedente sia momentanea, ovvero “dovuta a ragioni contingenti o comunque superabili”. L’assegno di divorzio, cioè, potrà essere concesso anche per un periodo “determinato”, affinché sia evitata una corresponsione ingiustificata quando il beneficiario abbia superato le sue difficoltà.

Evidenzia l’Avvocato Pitorri, nel recepire l’indirizzo giurisprudenziale sempre più consolidato, che l’obiettivo di questa legge è quello di non ritrovarsi più in situazioni in cui un coniuge finisce in stato di povertà, di contro all’altro, che ne approfitta. Occorre, appunto, per venire incontro ai numerosi problemi emersi negli ultimi anni, evitando, tuttavia, di porre in conflitto le parti, cercando, piuttosto, un punto di mediazione. Ciò è di tutta evidenza nella riforma, che stabilisce come l’assegno non sarà dovuto in una serie di casi: oltre alle eventuali nuove nozze (come previsto dall’attuale formulazione dell’art. 5), il beneficio cesserà in caso di unione civile con altra persona o di stabile convivenza del richiedente(ai sensi dell’articolo 1, comma 36, della legge 76/2016) che, come stabilito da un emendamento, potrà essere anche non registrata. L’obbligo di corresponsione dell’assegno – ovviamente – non sorgerà nuovamente a seguito di separazione o di scioglimento dell’unione civile o di cessazione dei rapporti di convivenza.

L’Avvocato Pitorri, tuttavia, sottolinea che la nuova legge andrà ad incidere esclusivamente sul divorzio, non anche sulla separazione, a seguito della quale, pertanto, il coniuge più debole economicamente manterrà assolutamente il diritto a vedersi garantito lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio.

In tema di divorzio, pertanto, chiarisce l’Avvocato Pitorri, ci si avvia decisamente verso il cambiamento delle regole, viene detto addio al criterio del “tenore di vita”, al fine di raggiungere l’obiettivo come specificato di eliminare le incertezze e mettere in ordine le sentenze degli anni passati. Ciò che potrà cambiare le sorti di tanti ex coniugi.