Dopo la lunga odissea della Sea Watch 3, di recente approdata sull’isola di Lampedusa, grazie al coraggio della capitana tedesca, Carola Rackete, la stessa è tornata libera, per decisione del  giudice per le indagini preliminari di Agrigento, dopo quattro giorni trascorsi agli arresti domiciliari.

Spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che il gip è andato anche oltre la richiesta dei pubblici ministeri, non convalidando l’arresto della comandante della Sea-Watch, Carola Rackete, escludendo il reato di resistenza e violenza a nave da guerra e ritenendo che il reato di resistenza a pubblico ufficiale sia stato giustificato da una “scriminante”, legata all’avere agito “all’adempimento di un dovere”, quello di salvare vite umane in mare. E’, dunque, venuta meno la misura degli arresti domiciliari, decisa dalla procura, che aveva chiesto la convalida della misura restrittiva e il divieto di dimora in provincia di Agrigento. Il gip ha anche sottolineato che la scelta del porto di Lampedusa non sia stata strumentale, ma obbligatoria, posto che i porti della Libia e della Tunisia non sono stati ritenuti porti sicuri. Il Ministero  dell’Interno, in tutto ciò, non ha nascosto la sua delusione, annunciando, anzi, di aver disposto un provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale, con accompagnamento alla frontiera, per la Rackete. La prefettura, fa presente  l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, ha firmato il provvedimento di espulsione. Questo, tuttavia, non potrà essere eseguito fino a quando la intrepida donna tedesca sarà di nuovo interrogata dai pm, nell’ambito del fascicolo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La Sea-Watch 3, intanto, è ripartita da Lampedusa: scortata da una vedetta della Finanza è diretta a Licata dove resterà sotto sequestro insieme alla Mare Ionio della ONG Mediterranea. Intanto Sea-Watch ha assicurato che le operazioni di salvataggio in mare andranno avanti. 

Ma chi è Carola Rackete, la impavida trentunenne, che ha avuto, per giorni, gli occhi di tutto il mondo puntati addosso? Chi è questo importante, discusso personaggio, divenuto il protagonista dello scenario politico? La ragazza teutonica, sfidando il Ministero dell’Interno, decidendo di attraccare la propria nave nelle acque italiane, ha indubbiamente catalizzato l’attenzione mondiale per via della sua condotta, facendo sbarcare in Italia i quarantadue migranti a bordo della stessa. Un atteggiamento che ha spaccato l’opinione pubblica e di cui si è discusso e si discuterà, probabilmente, ancora per molto.

L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri rappresenta che questa giovane donna è di famiglia benestante. Il padre, tra le altre cose, svolge da sette anni un’attività di consulenzapresso una nota azienda tedesca che produce sistemi difensivi di sicurezza,  impiegati sia in campo militare che in ambito civile. Carola Rackete ha conseguito la laurea in Nautica e trasporto marittimo, presso la Jade Hochschule di Elsfleth, nel 2011, ricevendo d’ufficio la qualifica di ufficiale di picchetto. Il titolo di “comandante”, invece, non corrisponde ad un’attribuzione formale sancita da un esame, ma è stato conferito sulla base dell’esperienzamaturata sul campo.

Qualcuno, parlando della famosa capitana della Sea Watch 3, ha fatto riferimento alla pirateria. Ciò è ritenuto privo di fondamento, atteso che manca del tutto il requisito fondamentale di trovarsi all’esterno delle acque territoriali nazionali: quanto accaduto non può rientrare nella fattispecie giuridica cui fa riferimento l’articolo 101 della Convenzione dell’ONU  sul diritto del mare, quello che regola la definizione di pirateria.

Carola Rackete parla cinque lingue (oltre al tedesco , spagnolo, inglese,  francese e  russo); da diversi anni è al timone della nave Sea Watch 3. La ragazza non ha alcun profilo social, al di là del contatto Linkedin, su cui si definisce con tre concetti fondamentali: “Conservazione della natura. Azione umanitaria. E un po’ di scienza polare”.  Si è laureata in scienze nautiche all’Università di Jade, nel 2011. Ha, poi, conseguito un Master in conservazione ambientale all’Università di Edge Hill, in Inghilterra. Tra le sue esperienze lavorative passate c’è anche la guida turistica, che ha fatto per un breve periodo. Carola Rackete si è, inoltre, occupata di manutenzione delle attrezzature del Parco Naturale della Kamchatka. All’età di ventitré anni, specifica l’Avvocato Iacopo Maria  Pitorri, ha trovato posto in plancia, su una nave rompighiaccio operativa al Polo Nord, per l’Alfred Wegener Institute. Due anni dopo è diventata secondo ufficiale sulla Ocean Diamond, una nave da esplorazione fra i ghiacci. Successivamente,  ha cambiato imbarcazione e ha mantenuto lo stesso ruolo, sulla Artic Sunrise di Greenpeace. Ha lavorato anche sulla flotta della British Antartic Survey. Nel 2018 ha fatto per tre mesi la guida per le Poseidon Expeditions, nell’artico russo, tenendo lezioni sull’ecologie e conducendo spedizioni a terra e in barca. In Francia è stata volontaria per la lega per la protezione degli uccelli, curando rapaci, uccelli marini e piccoli mammiferi.

La Rackete  ha iniziato a collaborare con Sea Watch nel 2016, esperienza che l’ha portata, infine, a compiere il gesto ora tanto discusso.  L’audace capitana ha spesso sostenuto: “La mia vita è stata facile, ho potuto frequentare tre università, sono bianca, tedesca, nata in un paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale di aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità.”

Se ne deduce che, al di là delle polemiche, non può che considerarsi Carola Rackete  una persona straordinaria, particolare, che spende la sua vita al servizio del prossimo.

                                                                                Avvocato Iacopo Maria Pitorri