Qualche giorno fa, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Festival di Sanremo 2019, è emerso un tema di non poco conto. Il Direttore artistico del Festival, Claudio Baglioni, riferendosi all’emergenza immigrazione è intervenuto argomentando sulla vicenda della Sea Watch e dellaSea Eye, le due imbarcazioni al centro dell’accordo raggiunto tra Malta ed i Paesi dell’Unione Europea.

Percorrendo la via della democrazia, scevro da qualunque forma di ipocrisia  – e con grande coraggio -, Claudio Baglioni ha espresso le sue riflessioni sulla poca armonia che “si respira” nel nostro Paese, giudicato confuso e cieco, incapace di prendere una direzione. Ha infatti sostenuto che “La classe politica, quella dirigente e l’opinione pubblica hanno mancato paurosamente. Siamo un Paese incattivito, rancoroso, guardiamo con sospetto anche la nostra ombra, e questo è un disastro prima di tutto di ordine intellettuale”.

Sul tragico caso della Sea Watch e dei migranti ha riferito “Se non fosse drammatica ci sarebbe da ridere. Non si può pensare di risolvere la situazione di milioni di persone in movimento e in situazioni di disagio evitando lo sbarco di quaranta persone, li prendo io o li prendi tu. Non credo che un dirigente politico oggi abbia la capacità di risolvere la questione, però dovrebbe almeno saper dire la verità, e cioè che siamo di fronte a un grande problema e dobbiamo metterci tutti nella condizione di risolverlo”. E ancora: “Credo che le misure che sono state messe in campo dal governo non siano all’altezza. Non lo sono state neanche quelle precedenti ma ora il problema è più grande.  Tutti guardano con sospetto il diverso da sé. Siamo vicini all’anniversario della caduta del Muro di Berlino e noi invece ne stiamo alzando altri. Anzi non li abbiamo mai abbattuti. Io sono stato sempre contrario ai viaggi clandestini perché provocano morti. Ma il problema non si può risolvere chiudendoci”.

Nessun nome, quindi, ma riferimenti chiari e precisi da parte di Baglioni, che sente molto il tema dell’immigrazione, al punto di aver ideato un Festival – O’ Scià –  che per ben dieci anni si è tenuto sull’isola di Lampedusa per sensibilizzare la gente proprio sul problema degli sbarchi clandestini.

Le esternazioni di Baglioni contro la politica sull’immigrazione adottata dal governo, come era prevedibile, hanno dato luogo a numerose reazioni sia sul web che non, tanto che perfino il Ministro dell’Interno, in un tweet, ha risposto al cantante chiedendogli di restare fuori dalle questioni politiche, continuando ad occuparsi di musica.

Per dovere di cronaca, tuttavia, va precisato che la querelle legata alle critiche del Direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo sulle misure adottate in tema di migranti dall’attuale governo e dai precedenti (ritenute “non all’altezza della situazione”), si è spenta con un  successivo chiarimento avvenuto tra i due.

Avv. Iacopo Maria Pitorri