Alle ore 1:30 del 29 giugno 2019, si è conclusa quella che si può definire l’odissea della Sea Watch 3. Sbarcati, infatti, i naufraghi presenti, fa presente l’Avvocato Iacopo Maria  Pitorri, vi è stato il conseguente arresto del capitano Carola Rackete.

Ricorda l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che l’inizio della storia relativa alla Sea Watch 3, battente bandiera olandese, risale allo scorso 12 giugno,  quando l’imbarcazione, di seicento tonnellate circa, aveva soccorso cinquantadue migranti, al largo della Libia,  rifiutandosi la capitana di riportarli al porto di Tripoli ( non considerato un porto sicuro, bensì un vero e proprio “inferno”). Diretto verso l’isola di Lampedusa, per circa due settimane, il natante è rimasto al largo delle acque territoriali italiane. In questo lasso di tempo, dodici persone (donne, bambini e persone in grave stato di salute) sono sbarcate, mentre gli altri quaranta sono rimasti legati ad un destino ignoto, con gli occhi della opinione pubblica, del mondo, puntati addosso. Tant’è vero che una tale attenzione ha “oscurato” i cosiddetti  “sbarchi fantasma”, avvenuti, lungo le coste italiane.

Tra il 12 e il 29 giugno 2019, rappresenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, l’Europa ha tentato, invano, di trovare una soluzione per i quaranta sulla nave. Tutto ciò mentre le condizioni dei migranti a bordo divenivano sempre più precarie e drammatiche, a causa del tempo passato in mare.

Intorno alle ore 1:30 del 29 giugno 2019, tuttavia, già avvicinatasi alle acque italiane qualche giorno prima, la Sea Watch 3, diretta  verso il porto di Lampedusa, ha fatto il suo ingresso nell’area portuale dell’isola siciliana, schiacciando contro la banchina la motovedetta della Guardia di Finanza, intervenuta con una serie di azioni alle manovre dell’imbarcazione della ONG. Azione che ha contribuito ad aggravare la posizione di Carola Rackete dinanzi le autorità italiane.

Fa presente l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che, nel corso delle operazioni di sbarco, sono emersi inevitabili  momenti di tensione (con insulti a vario titolo verso la Rackete e gli altri membri dell’equipaggio) da parte di alcuni  presenti sul molo che, addirittura, inneggiavano a “punizioni corporali” per i marittimi. Di contro a ciò, tuttavia,  i sostenitori dell’ONGhanno salutato con gioia lo sbarco dei naufraghi, i quali sono sbarcati e portati al centro di prima accoglienza dell’isola.

Specifica l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, Carola Rackete, che è stata agli arresti domiciliari, presso una abitazione di Lampedusa, indicata come suo domicilio, in attesa della convalida del fermo, dopo quattro giorni è tornata libera. Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto di non convalidare l’arresto. Rammenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che i reati a lei contestati erano diversi: violenza e resistenza a nave da guerra, tentato naufragio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

                                                                                Avvocato Iacopo Maria Pitorri