Qualche tempo fa, precisamente nel 2017, a Brusciano, in provincia di Napoli, la magistratura aveva scoperto un giro di false cittadinanze (che aveva coinvolto perfino l’Ufficio anagrafe). Gli extracomunitari, per lo più cubani, in buona sostanza erano stati collocati a casa di cittadini bruscianesi, che erano totalmente all’oscuro di tutto e che si vedevano recapitare corrispondenza indirizzata a persone sconosciute.

Qualche tempo fa, precisamente nel 2017, a Brusciano, in provincia di Napoli, la magistratura  aveva scoperto  un giro di false cittadinanze (che aveva coinvolto perfino l’Ufficio anagrafe). Gli extracomunitari, per lo più cubani, in buona sostanza erano stati collocati a casa di cittadini bruscianesi, che erano totalmente all’oscuro di tutto e che si vedevano recapitare corrispondenza indirizzata a persone sconosciute.

A distanza di un paio di anni da questa vicenda, tuttavia,  pochi giorni fa a Marigliano, sempre in provincia di Napoli, è emerso un fatto di non poca rilevanza. Il comandante dei vigili urbani ha ritenuto di aprire un’indagine, cui sono seguite delle visite domiciliari, da cui è emerso che presso le abitazioni di alcuni mariglianesi non vi era alcuna traccia degli extracomunitari entrati a far parte del nucleo familiare in qualità di ospiti, così come dichiarato.

Nonostante le richieste al Comune arrivavano numerose (e, sembravano, regolari), dalle ispezioni è sorto chiaramente che gli extracomunitari passavano con facilità dal semplice domicilio alla residenza, senza mai arrivare a Marigliano. Con una dichiarazione di domicilio presso un italiano, invero, dopo sei mesi avrebbero potuto chiedere la residenza ed è ciò che  – di fatto  – è avvenuto in diversi casi.

La corrente investigativa è rivolta a tutte le domande presentate dai cittadini che si sono dichiarati formalmente disposti ad ospitare extracomunitari, regolarizzando le posizioni al Comune.  Coloro che avrebbero dovuto essere ospitati a Marigliano sono, per la maggior parte, immigrati provenienti dall’India, dal Bangladesh e dall’Ucraina.

La Polizia locale di Marigliano ha scoperto un giro di falsi domicili destinati ad immigrati, gestito e organizzato da cinque persone di Marigliano, su cui grava l’accusa di falso ideologico e favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

A seguito di ciò,  i vigili urbani stanno passando al setaccio tutte le pratiche, tant’è vero che la Polizia locale sta vagliando attentamente tutte le richieste di ospitalità arrivate nel 2018, e nell’anno in corso, e parallelamente sta proseguendo le indagini sulla vicenda per chiarire alcuni aspetti fondamentali, individuare i responsabili della raccolta dei clandestini e, soprattutto, comprendere quali vantaggi e ricompense economiche ricava chi si presta ad ospitarli fittiziamente.

 Il sospetto degli agenti è che dietro il giro di falsi domicili ci siano delle agenzie che procacciano migranti a famiglie italiane che dovrebbero ospitarli, dando loro una grossa somma di denaro.

In conclusione, nelle vicinanze di Napoli in città ci sarebbe un giro che favoreggia l’immigrazione clandestina. I controlli sono solo all’inizio e hanno già  portato a scovare i falsi domicili. L’indagine porterà sicuramente a far luce e chiarezza su questa incresciosa vicenda, ponendo fine al tutto.

Qualche tempo fa, precisamente nel 2017, a Brusciano, in provincia di Napoli, la magistratura aveva scoperto un giro di false cittadinanze (che aveva coinvolto perfino l’Ufficio anagrafe). Gli extracomunitari, per lo più cubani, in buona sostanza erano stati collocati a casa di cittadini bruscianesi, che erano totalmente all’oscuro di tutto e che si vedevano recapitare corrispondenza indirizzata a persone sconosciute.

A distanza di un paio di anni da questa vicenda, tuttavia, pochi giorni fa a Marigliano, sempre in provincia di Napoli, è emerso un fatto di non poca rilevanza. Il comandante dei vigili urbani ha ritenuto di aprire un’indagine, cui sono seguite delle visite domiciliari, da cui è emerso che presso le abitazioni di alcuni mariglianesi non vi era alcuna traccia degli extracomunitari entrati a far parte del nucleo familiare in qualità di ospiti, così come dichiarato.

Nonostante le richieste al Comune arrivavano numerose (e, sembravano, regolari), dalle ispezioni è sorto chiaramente che gli extracomunitari passavano con facilità dal semplice domicilio alla residenza, senza mai arrivare a Marigliano. Con una dichiarazione di domicilio presso un italiano, invero, dopo sei mesi avrebbero potuto chiedere la residenza ed è ciò che – di fatto – è avvenuto in diversi casi.

La corrente investigativa è rivolta a tutte le domande presentate dai cittadini che si sono dichiarati formalmente disposti ad ospitare extracomunitari, regolarizzando le posizioni al Comune.  Coloro che avrebbero dovuto essere ospitati a Marigliano sono, per la maggior parte, immigrati provenienti dall’India, dal Bangladesh e dall’Ucraina.

La Polizia locale di Marigliano ha scoperto un giro di falsi domicili destinati ad immigrati, gestito e organizzato da cinque persone di Marigliano, su cui grava l’accusa di falso ideologico e favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

A seguito di ciò, i vigili urbani stanno passando al setaccio tutte le pratiche, tant’è vero che la Polizia locale sta vagliando attentamente tutte le richieste di ospitalità arrivate nel 2018, e nell’anno in corso, e parallelamente sta proseguendo le indagini sulla vicenda per chiarire alcuni aspetti fondamentali, individuare i responsabili della raccolta dei clandestini e, soprattutto, comprendere quali vantaggi e ricompense economiche ricava chi si presta ad ospitarli fittiziamente.

 Il sospetto degli agenti è che dietro il giro di falsi domicili ci siano delle agenzie che procacciano migranti a famiglie italiane che dovrebbero ospitarli, dando loro una grossa somma di denaro.

In conclusione, nelle vicinanze di Napoli in città ci sarebbe un giro che favoreggia l’immigrazione clandestina. I controlli sono solo all’inizio e hanno già portato a scovare i falsi domicili. L’indagine porterà sicuramente a far luce e chiarezza su questa incresciosa vicenda, ponendo fine al tutto.

Avvocato Jacopo Maria Pitorri