L’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, conosciuta anche come Frontex, è un’agenzia a cui è affidato il funzionamento del sistema di controllo e gestione delle frontiere esterne dello Spazio Schengen e dell’Unione europea. Ricomprende le autorità nazionali competenti per il controllo delle frontiere (guardia costiera e guardia di frontiera), facenti capo agli stati membri dell’Unione europea aderenti allo Spazio Schengen.

Il principale compito di Frontex, istituita con il regolamento dell’Unione Europea n. 2016/1624, approvato dal Consiglio dell’Unione europea il 14 settembre 2016, è quello di coordinare l’azione e gestire le risorse messe in comune dalle autorità nazionali. L’agenzia ha iniziato ad operare il 6 ottobre 2016.

La funzione principale della  guardia costiera e di frontiera europea é quella di contribuire a una gestione integrata delle frontiere esterne. Deve garantire una gestione efficiente dei flussi migratori, contribuendo così ad assicurare la sicurezza dell’UE. Contribuisce, anche, a salvaguardare la libera circolazione all’interno dell’UE e a rispettare pienamente i diritti fondamentali. Al centro delle sue attività ci sono la messa a punto di una strategia operativa per la gestione delle frontiere e il coordinamento dell’assistenza da parte di tutti gli Stati membri.

Per garantire l’operatività dell’Agenzia il suo budget è in costante aumento:  dai 143 milioni di euro, originariamente previsti per Frontex per il 2015, si è passati ai 238 milioni per il 2016, nonché ai 281 milioni per il 2017, fino a giungere a 322 milioni di euro nel 2020. Anche il personale dell’agenzia è in continua crescita, posto che i suoi membri, da 402 membri nel 2016 diventeranno circa 1000 nel 2020.

L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri ha rivolto la sua attenzione ad una recente notizia riguardante Frontex, per cui, dal 22 maggio scorso, ben cinquanta membri dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera,  appartenenti ad undici paesi dell’Unione europea, sono  a fianco dei loro colleghi albanesi al confine fra l’Albania e la Grecia, nella prima missione in uno Stato non membro dell’Ue. L’Agenzia europea di guardia di frontiera effettuerà, pertanto, una missione ospitata su territorio albanese.

Si tratta, della prima volta che le forze della Guardia costiera e di frontiera europea vengono dispiegate sul territorio di un Paese extra-Ue (i negoziati per l’ingresso nell’Unione di Albania e Macedonia inizieranno il prossimo mese).  Parliamo di uno dei punti caldi della frontiera esterna per diversi crimini transnazionali: auto rubate, traffico di droga e di armi, documenti falsi, minaccia terroristica oltre, ovviamente, all’immigrazione irregolare. La frontiera meridionale albanese, infatti, è una tappa obbligata sia per i migranti che seguono la rotta dei Balcani occidentali, nel provenire da Turchia e dalle regioni orientali (per lo più siriani, afghani, iraniani e iracheni), che per gli albanesi stessi che entrano in Grecia illegalmente, alla ricerca di lavoro nero.

Il commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza, che ha firmato con le autorità albanesi, lo scorso ottobre, l’accordo entrato in vigore all’inizio del mese di maggio 2019, nel corso di una cerimonia organizzata a Tirana ha dichiarato: “ciò segna non solo una nuova fase per la cooperazione alle frontiere tra l’Unione e i partner dei Balcani occidentali, ma rappresenta anche un altro passo verso la piena operatività dell’Agenzia“.

L’Unione Europea ha negoziati in corso per raggiungere un simile accordo anche con gli altri paesi dei Balcani. Rammenta, invero, l’Avvocato Pitorri che l’accordo tra Bruxelles e Tirana, ratificato il 5 ottobre 2018 ed  entrato in vigore lo scorso 1 maggio, è il primo degli accordi di cooperazione sulla gestione delle frontiere siglati tra l’Ue e gli altri Stato dei Balcani occidentali che entreranno in vigore nei prossimi mesi .Per il premier albanese Edi Rama, in virtù di questo accordo, il suo paese non può che contribuire alla sicurezza europea, dimostrando di essere un partner affidabile dell’Ue. Da qui l’aspettativa di Tirana, che spera, fin dal prossimo mese, di ottenere il via libera per l’avvio dei negoziati di adesione all’Unione.

Avvocato Iacopo Maria Pitorri