I fondi europei sono organizzati in programmi tematici, dedicati a specifici obiettivi, all’interno dei quali sono previsti i fondi. L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri spiega che per ogni fondo vengono emanati dei bandi, volti a delineare le caratteristiche dei progetti meritevoli di finanziamento, oltre alle scadenze per la presentazione delle domande.

La politica dei fondi europei, specifica l’Avvocato Pitorri, si sviluppa su periodi di sette anni. I fondi europei si dividono in: fondi diretti, che sono erogati e gestiti direttamente dalla Comunità Europea e fondi strutturali (o indiretti), erogati dalla Comunità, ma gestiti dai Paesi membri attraverso i PON (Programmi Operativi Nazionali) e i POR (Piani Operativi Regionali). In Italia vengono gestiti dalle Regioni. A loro volta, evidenzia l’Avvocato Pitorri, i fondi diretti si dividono in programmi intracomunitari, atti a coinvolgere i Paesi membri dell’Unione, relativi a  politiche interne di interesse europeo (ad esempio le politiche giovanili, la giustizia, l’ambiente, ma soprattutto l’innovazione) e programmi di cooperazioni esterna, che promuovono la cooperazione dei Paesi membri con Paesi terzi rispetto all’Unione.

Rifacendosi ai dati di Bruxelles, elaborati dal Sole 24 Ore, l’Avvocato Pitorri fa emergere un aspetto meritevole di particolare di attenzione. A fronte di un assegno di dodici miliardi di euro versato, l’Italia ha ricevuto fondi europei per quasi dieci miliardi di euro, con uno scarto, quindi, per il nostro Paese di circa due miliardi di euro all’anno. Nel 2017 l’Italia ha versato nelle casse europee 198 euro a persona, ricevendo finanziamenti per circa 162, con una differenza di 36 euro pro capite. È, pertanto, uno dei cosiddetti “contributori netti” della Ue, che versano cioè  più di quanto incassano. Al tempo stesso, il nostro Paese compare tredici volte nella classifica top dei cinque beneficiari, non scivolando mai al di sotto dell’ottava posizione se si considerano i diciannove capitoli-chiave del budget comunitario.

Per ciò che riguarda il ramo immigrazione, di cui l’Avvocato Pitorri si occupa quotidianamente, nello svolgimento della sua attività forense, si evidenzia che nell’ambito del Programma Quadro “Solidarietà e gestione dei flussi migratori” (Programma SOLID), istituito per “garantire un’equa ripartizione delle responsabilità fra Stati Membri, per una gestione integrata delle frontiere esterne all’UE e per implementare politiche comuni in tema di immigrazione e asilo”, al Ministero dell’Interno è affidata la gestione di quattro strumenti finanziari. Innanzitutto il Fondo Europeo per l’Integrazione di cittadini di Paesi Terzi: nato con l’obiettivo di sostenere gli Stati membri dell’Unione Europea, attraverso politiche che consentano ai cittadini di Paesi terzi, giunti legalmente in Europa, di soddisfare le condizioni di soggiorno e di integrarsi più facilmente nelle società ospitanti. Poi il Fondo Europeo per i Rifugiati: rivolto agli Stati che accolgono richiedenti asilo, è a sostegno di programmi e azioni connesse alla integrazione delle persone il cui soggiorno è di natura durevole e stabile. Il fondo prevede anche misure per affrontare arrivi improvvisi in caso di guerre e conflitti internazionali. Ancora il Fondo Europeo per i Rimpatri: volto a garantire una politica efficace di ritorno – in conformità con la Carta dei diritti fondamentali e sulla base della preferenza per il rimpatrio volontario – per far fronte all’immigrazione irregolare. Da ultimo il Fondo Europeo per le Frontiere Esterne: l’obiettivo di questo strumento è assicurare controlli alle frontiere esterne uniformi e di alta qualità favorendo un traffico di frontiera flessibile anche mediante il co-finanziamento o di azioni mirate o di iniziative nazionali per la cooperazione tra Stati membri riguardo la politica dei visti. Ciascuno dei quattro Fondi SOLID si attua mediante la definizione di un Programma pluriennale, le cui linee guida vengono recepite all’interno dei singoli Programmi annuali. Puntualizza, infine, l’Avvocato Pitorri che nella struttura organizzativa delineata dal Ministero dell’Interno, la gestione del Fondo Europeo per le Frontiere Esterne è affidata al Dipartimento della Pubblica Sicurezza, mentre quella del Fondo Europeo per l’Integrazione, del Fondo Europeo per i Rifugiati e del Fondo Rimpatri al Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione.

Avvocato Iacopo Maria Pitorri