Analizzando i dati pubblicati recentemente dal Viminale, l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri ha avuto modo di constatare che, al di là degli sbarchi cosiddetti “ufficiali”, in Italia, da diversi mesi,  vi è un aumento degli approdi illegali, che avvengono con piccoli gommoni veloci, ovvero barchini in vetroresina, che trasportano circa dieci, quindici persone alla volta. Questi piccoli natanti, ovviamente, sfuggono ad ogni tipo di controllo, approdando indisturbati sulle nostre spiagge,  oppure nei tratti di costa non sorvegliati.

Mentre, quindi, il Ministero dell’Interno persiste nella sua politica dei “porti chiusi”, è emerso che ci sono altre migliaia di stranieri che giungono sulle nostre coste senza alcun ostacolo. Sono i cosiddetti “sbarchi fantasma”,  che aumentano in modo vertiginoso. Spiega l’Avvocato Pitorri che  a confermarlo sono gli stessi dati del Viminale: al 31 dicembre 2018 risultano effettuati ben 341 sbarchi e arrivate 5.999 persone. Di queste, 2.331 sono state trovate appena scese dai barchini e altre 3.668 sono state rintracciate a terra. Vi sono, poi, anche quelle che sono riuscite a non farsi individuare e che, verosimilmente,  potrebbero essere almeno altre 2.000.

Non vi è dubbio che attraversano il Mediterraneo, ma soltanto una parte arriva dalla Libia. Altri sono gli Stati dove vengono organizzate le partenze (pertanto è diverso anche l’approdo). Attraverso gli interrogatori di chi è stato rintracciato, le indagini contro i trafficanti e gli accertamenti svolti grazie al pattugliamento del mare, si è scoperto che sono quattro le rotte battute. Un punto di ritrovo è in Grecia, e chi si imbarca lì arriva in Puglia. Alternativi ai “punti di ritrovo” libici sono quelli della Tunisia, dove le organizzazioni criminali talvolta si spostano (proprio per evitare i controlli). Giungono tutti in Sicilia, a Lampedusa, ma molti anche nell’isola di Pantelleria. Chi si muove dall’Algeria punta, invece, dritto verso la Sardegna, mentre dalla Turchia l’approdo più diretto è quello della Calabria.

L’anno scorso sono stati 1.229 gli stranieri arrivati in questo modoin Sicilia, e ben 659 sono stati fermati al momento in cui hanno toccato terra in Puglia, 275 in Calabria e 168 in Sardegna. Poi ci sono coloro che sono stati rintracciati, addirittura, giorni dopo lo sbarco: 2.157 in Sicilia, 634 in Calabria, 585 in Sardegna, 292 in Puglia. Numeri ben più alti di quelli trasportati sulle imbarcazioni delle ONG, o sulle navi militari, di cui non si sa nulla, se non quando vengono ritenuti “irregolari” e chiusi nei centri di identificazione per il rimpatrio.

Le recenti notizie dei media, racconta l’Avvocato Pitorri, confermano, quanto sopra. Continuano, infatti, a partire, senza sosta, e ad arrivare inosservati. Gli ultimi cinquantasette sono approdati l’altra mattina, alle quattro, a Lampedusa. I migranti provenivano da Marocco, Algeria, Siria, Libia, Gambia e Bangladesh. L’imbarcazione, partita dalla Libia è, incredibilmente, arrivata a destinazione senza essere intercettata da nessuno. Anche un’altra imbarcazione, di recente, è approdata a Lampedusa. A bordo marocchini, algerini, senegalesi ma anche cittadini libici fuggiti dalla guerra.

Nel corso del mese di maggio 2019 sono ben nove,  con centotrenta migranti, le imbarcazioni approdate in Italia; duecentottanta quelle intercettate dalla guardia costiera libica. Il flusso delle partenze è, dunque, ripreso, incessante, in un momento in cui nel Mediterraneo non c’è alcuna nave umanitaria.

Recentemente vi è stato anche un altro sbarco di migranti nel corso della notte sulle coste del Sulcis. Due barchini sono arrivati a Teulada e a Porto Pino, nel Sulcis, rispettivamente con otto e cinque migranti di nazionalità algerina fermati dai Carabinieri della Compagnia di Carbonia. Sembra, però, vi sia un numero ancora più elevato di migranti: altri barchini, invero, sono stati intercettati in mare dalla Guardia di Finanza e dalla Guardia Costiera. Tutti sono stati portati al Cpa di Monastir, per le operazioni di identificazione da parte della Polizia.

Da ultimo, ancora uno sbarco sulle coste italiane, il decimo in quarantotto ore. Cinquantaquattro migranti, tutti uomini, e tutti di nazionalità pachistana, sono sbarcati nel porto di Crotone dopo essere stati soccorsi, la notte scorsa, da un pattugliatore della Guardia di Finanza, al largo delle coste di Isola Capo Rizzuto, nel Crotonese. Due cittadini russi, ritenuti gli scafisti dell’imbarcazione, sono stati arrestati. I migranti, che erano a bordo di un veliero battente bandiera statunitense alla deriva, sono stati raggiunti da due unità navali dei Roan di Vibo Valentia e una del Roan di Taranto. L’equipaggio di uno dei pattugliatori ha avvicinato, quindi trainato il veliero, fino a portarlo nel porto della città calabrese.

Le cinquantaquattro persone sono state condotte nel centro di accoglienza di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto. Dalle prime informazioni raccolte i migranti sarebbero salpati da Bodrum, in Turchia.

Avvocato Iacopo Maria Pitorri