Biagio Conte, il missionario laico diventato il simbolo della Palermo che grida la solidarietà verso il prossimo, per protestare contro il rimpatrio di Paul, il ghanese ospite da un decennio della Missione “Speranza e Carità” al quale era stato notificato un decreto di espulsione, ha praticato il digiuno per ben sedici giorni, sotto la sorveglianza di Padre Puglisi. Giorni che non sono trascorsi invano, fa sapere l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, da sempre impegnato nei confronti dei migranti, atteso che il TAR ha sospeso il decreto di espulsione per Paul.

Anche la ex attrice Claudia Koll, fondatrice dell’associazione onlus “Le opere del padre”, ha voluto incontrare nella città siciliana, il famoso missionario laico, che non ha esitato, per solidarietà verso chi è meno fortunato di noi ad intraprendere uno sciopero della fame per contrastare il provvedimento di espulsione dall’Italia del cinquantunenne del Ghana, a Palermo dal 2010.

Si tratta, senza dubbio, spiega l’Avvocato Pitorri, di un altro caso da prendere ad esempio, che fa accendere i riflettori sulle problematiche che riguardano i migranti.

Il missionario laico Biagio Conte, tra l’altro, da tempo va professando “una sanatoria per gli immigrati da tempo soggiornanti a Palermo e che si sono comportati bene”. Propone la realizzazione di detto progetto attraverso l’utilizzazione di tre principali canali: il lavoro messo in regola nei settori, laddove vi è una grave carenza di personale sia italiano che straniero; il servizio reso e garantito presso un’associazione di volontariato, che operi in Italia per soggetti deboli; la partecipazione resa e garantita insieme a una missione, ovvero un’associazione collegata a progetti di aiuto e di crescita, preferibilmente da praticarsi negli stessi paesi da cui vengono i migranti, facendo partecipare congiuntamente sia italiani che migranti.

Persone dotate di un simile spirito di altruismo e solidarietà, evidenzia l’Avvocato Pitorri, andrebbero aiutate, ascoltate, sostenute. Già un anno fa Biagio Conte si è reso protagonista di una vicenda, meritevole di attenzione. Fondatore della Missione Speranza e Carità, ha presentato nella chiesa dei Decollati, a Palermo, nell’agosto del 2018, l’iniziativa “Siamo tutti sulla stessa barca”: il suo appello per l’accoglienza dei migranti, manifestatasi con una barca di cartone, appunto, che tiene uniti i bimbi di diversa nazionalità che sulla navata centrale raggiungono insieme l’altare, mentre rotola un grande mappamondo. Il missionario ha voluta fare propria l’affermazione di Papa Francesco: “Non muri ma porti”. Ed ancora: “Non chiudiamo il cuore a chi ci porge la mano e ci chiede aiuto. Ricordiamoci che siamo tutti stranieri in terra straniera”. I bambini hanno, quindi, intonato un canto dal titolo “Dieci, cento, mille voci” con il ritornello: “Africani, europei, americani, asiatici, come sarebbe bello essere tutti amici, vivere in armonia, giocare tutti insieme, ridere in compagnia; allora diamoci la mano cantiamo insieme e formiamo un coro di dieci, cento, mille voci”.

Ciò che ha colpito l’opinione pubblica, in quel contesto, è stato però lo striscione portato con fierezza da due bambini, con la scritta: “Insieme per costruire un mondo migliore”.

Avvocato Iacopo Maria Pitorri