È certamente noto che, negli ultimi anni, l’Italia ha avuto un ruolo importante, probabilmente fondamentale salvando i migranti in mare ed assumendosi sfide ed impegni di diverso tipo.

E’ certamente noto che, negli ultimi anni, l’Italia ha avuto un ruolo importante, probabilmente fondamentale salvando i migranti in mare ed assumendosi sfide ed impegni di diverso tipo.

Ciò nonostante, secondo il parere dell’Onu, il nostro Paese ha violato (e viola) i diritti umani dei migranti e le norme internazionali. Ragion per cui l’Italia è stata necessariamente posta sotto la cosiddetta “revisione universale periodica” dell’Alto Commissariato per i diritti umani, assumendo,  una posizione particolare, posto che da qualche mese il nostro Paese è entrato a far parte del Consiglio Onu sui diritti umani per i prossimi tre anni.

Gli esperti delle Nazioni unite hanno espresso non poca preoccupazione per la situazione italiana sui temi della criminalizzazione dei migranti, sul razzismo dilagante, sul proliferare degli episodi di xenofobia.

Il dissenso dell’Onu si è avuto anche in considerazione del rifiuto da parte dell’Italia di consentire lo sbarco alle navi Ong, oltre che alle navi appartenenti alla Guardia costiera italiana, nei porti italiani. Altra fonte di timore per gli immigrati, da parte dell’Onu, è stata quella relativa agli sviluppi legati all’applicazione del nuovo decreto sull’immigrazione e la sicurezza sui diritti di migranti. Dal report dell’Onu, invero, emerge che “come conseguenza della campagna diffamatoria contro le Ong, le organizzazioni hanno assistito a una drastica riduzione delle donazioni pubbliche e private, che sta presumibilmente influenzando la loro operabilità sia in mare (ricerca e salvataggio operazioni), che a terra (fornendo protezione e assistenza salva-vita a migranti), aumentando le vulnerabilità dei migranti alla tratta e ad altre forme di sfruttamento”.

Nel 2018 l’Italia ha ricevuto altre cinque comunicazioni su casi relativi a discriminazioni, razzismo e xenofobia, non fornendo alcuna risposta. Davanti a queste nuove contestazioni, pertanto, gli ispettori hanno concluso: “In attesa di una risposta, invitiamo a prendere tutte le misure provvisorie necessarie ad interrompere le presunte violazioni e impedire la loro ripetizione”.

In conclusione, per l’Onu, l’Italia “viola i diritti umani dei migranti e manca di rispetto agli obblighi internazionali”. Una dura accusa da prendere in considerazione attivandosi al più presto per placare i timori e le perplessità di una organizzazione internazionale di così grande rilievo.

È certamente noto che, negli ultimi anni, l’Italia ha avuto un ruolo importante, probabilmente fondamentale salvando i migranti in mare ed assumendosi sfide ed impegni di diverso tipo.

Ciò nonostante, secondo il parere dell’ONU, il nostro paese ha violato (e viola) i diritti umani dei migranti e le norme internazionali. Ragion per cui l’Italia è stata necessariamente posta sotto la cosiddetta “revisione universale periodica” dell’Alto Commissariato per i diritti umani, assumendo, una posizione particolare, posto che da qualche mese il nostro Paese è entrato a far parte del Consiglio ONU sui diritti umani per i prossimi tre anni.

Gli esperti delle Nazioni unite hanno espresso non poca preoccupazione per la situazione italiana sui temi della criminalizzazione dei migranti, sul razzismo dilagante, sul proliferare degli episodi di xenofobia.

Il dissenso dell’ONU si è avuto anche in considerazione del rifiuto da parte dell’Italia di consentire lo sbarco alle navi ONG, oltre che alle navi appartenenti alla Guardia costiera italiana, nei porti italiani. Altra fonte di timore per gli immigrati, da parte dell’ONU, è stata quella relativa agli sviluppi legati all’applicazione del nuovo decreto sull’immigrazione e la sicurezza sui diritti di migranti. Dal report dell’ONU, invero, emerge che “come conseguenza della campagna diffamatoria contro le ONG, le organizzazioni hanno assistito a una drastica riduzione delle donazioni pubbliche e private, che sta presumibilmente influenzando la loro operabilità sia in mare (ricerca e salvataggio operazioni), che a terra (fornendo protezione e assistenza salva-vita a migranti), aumentando le vulnerabilità dei migranti alla tratta e ad altre forme di sfruttamento”.

Nel 2018 l’Italia ha ricevuto altre cinque comunicazioni su casi relativi a discriminazioni, razzismo e xenofobia, non fornendo alcuna risposta. Davanti a queste nuove contestazioni, pertanto, gli ispettori hanno concluso: “In attesa di una risposta, invitiamo a prendere tutte le misure provvisorie necessarie ad interrompere le presunte violazioni e impedire la loro ripetizione”.

In conclusione, per l’Onu, l’Italia “viola i diritti umani dei migranti e manca di rispetto agli obblighi internazionali”. Una dura accusa da prendere in considerazione attivandosi al più presto per placare i timori e le perplessità di una organizzazione internazionale di così grande rilievo.

Avvocato Jacopo Maria Pitorri