Recentemente, in Puglia, più specificamente in Salento, sulla spiaggia di Torre Colimena, sono stati fermati dai carabinieri dei migranti, su segnalazione di un cittadino, che ha ripreso lo sbarco con un telefono cellulare. Gli stranieri, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, sono stati dapprima accompagnati al campo sportivo di Avetrana, poi affidati a Frontex (l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, a cui è affidato il funzionamento del sistema di controllo e gestione delle frontiere esterne dello Spazio Schengen e dell’Unione europea). I migranti, fa presente l’Avvocato Pitorri, hanno raccontato di aver pagato ben cinquemilaseicento euro ciascuno, affrontando un lungo, difficile e rischiosissimo viaggio per raggiungere l’Italia, per cercare di trovare un lavoro, per dare concretezza alle loro speranze. Si tratta di settantatré cittadini pakistani, uomini adulti e diciannove minorenni, sbarcati nel nostro Paese la scorsa settimana. Su disposizione della Prefettura, in bus sono stati portati all’Hotspot di Taranto per l’identificazione, per poi venire smistati in centri di accoglienza. Il comandante provinciale dei carabinieri di Taranto ha fornito ai media alcuni dettagli sulle indagini, che hanno portato al fermo di due ucraini per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Si tratta di un trentottenne e di un quarantottenne, che hanno imbarcato i settantatré migranti, partiti da Bodrum (Turchia), a bordo di un natante a vela di circa quattordici metri. L’orribile viaggio è stato affrontato da queste persone, nascoste in una stiva che può contenere al massimo dieci persone. È durato nove giorni. L’imbarcazione è stata individuata alla deriva nel tratto di mare antistante ed è stata sequestrata dalla Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Gallipoli (Lecce). I migranti sono stati intercettati dalle pattuglie della Compagnia di Manduria, mentre erano intenti, in piccoli gruppi, a percorrere a piedi la strada provinciale che conduce ad Avetrana, dove la popolazione li ha accolti ed immediatamente accuditi, fornendo loro viveri ed assistenza. 

Avvocato Iacopo Maria Pitorri