L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri fa presente che, dietro la flotta delle navi ONG, vi sono dei veri e propri pilastri dell’accoglienza, che, incessantemente, continuano a far sbarcare migranti in Italia. Più specificamente, rileva l’Avvocato Pitorri, va considerato che nel 2017 il Mediterraneo centrale è stato attraversato da dodici navi “umanitarie”, che hanno contribuito all’arrivo di ben centosettantamila migranti l’anno. Oggi sono solo quattro, comprese due, al momento sotto sequestro nel porto di Licata. Da gennaio di quest’anno, coloro che si battono per l’accoglienza hanno stretto un patto chiamato “United4Med”. Quest’alleanza, ovviamente, chiarisce l’Avvocato Pitorri, favorisce la unione delle ONG (Organizzazioni non governative) superstiti e, quindi, delle loro navi. Si tratta di Mare Jonio di Mediterranea, la spagnola Open Arms e i tedeschi di Sea Watch 3, l’ultima a venire sequestrata. Il 15 maggio scorso, invero, ha recuperato sessantacinque migranti al largo della Libia. Il gommone con a bordo i migranti (poi imbarcati, appunto,sulla nave dell’ONG tedesca) è stato individuato dal Colibrì, un piccolo aereo di ricognizione dei Pilotes volontaires francesi. Generalmente fa base a Malta, ma quella mattina è decollato da Lampedusa.

Specifica l’Avvocato Pitorri che Colibrì, con Moonbird, sono i due aerei delle ONG che sorvolano il mare sponsorizzati dai tedeschi di Sea Watch. Un’operazione che comporta, però, un dispendio di denaro: per il 2018 la cifra stanziata ha sfiorato i duecentomila euro. Ogni decollo di Moonbird, un Cirrus SR22 monomotore, prevede un esborso di duemilaottocento euro. Così come è indicato nel bilancio dell’organizzazione non governativa, la spesa “è sostenuta in modo significativo dalla Chiesa evangelica in Germania”. Gli sponsor dell’accoglienza tedeschi sono tutti personaggi di spicco, testimonial e finanziatori di Sea Watch. La più influente, come sostenitrice, è Barbara Lochbihler, europarlamentare dal 2009 ed ex responsabile di Amnesty International in Germania. Grazie a questi personaggi, famosissimi, l’ONG tedesca ha raccolto 1.797.388 euro nel 2018 spendendo il cinquantacinque per cento per Sea Watch 3, la nave sotto sequestro, alla volta dell’Italia.

Fino al 22 maggio, l’unico natante con fini “umanitari” di fronte a Tripoli, in funzione civetta per i migranti, è stato il piccolo veliero Yosefa, con bandiera tedesca della ONG Resqship.

In Italia, a favorire l’accoglienza sono l’Arci e la Banca etica. La prima fa campagna per raccogliere il “cinque per mille” a favore di Mediterranea. La Banca etica, nonostante le critiche di diversi correntisti, ha permesso l’acquisto della nave con una linea di credito di quasi mezzo milione di euro.

Anche gli armatori di Mare Jonio che gode della solidarietà dell’Italia, ricorda l’Avvocato Pitorri, sono personaggi di grande rilievo. Della flotta non governativa ancora in azione fa parte l’ONG spagnola Proactiva Open Arms, con una nave omonima, che il 18 marzo scorso è stata bloccata nel porto di Pozzallo, per via dello sbarco di duecentodiciotto migranti raccolti davanti alla Libia. Il Gip di Ragusa ha disposto il via libera riconoscendo «lo stato di necessità» del salvataggio. L’ONG è stata fondata nel 2015 da due bagnini catalani che, per iniziare, ha ottenuto una ingente donazione da una compagnia marittima spagnola.
Grazie alla flotta delle ONG, le navi mercantili hanno perso molti meno soldi per l’obbligo di soccorrere i migranti alla deriva. Fondi sono arrivati anche dall’attore americano Richard Gere e da società calcistiche come il Manchester City. Dopo il dissequestro, Open Arms ha operato nel Mar Egeo, dove arriva ancora qualche profugo siriano o afghano.

Avvocato Iacopo Maria Pitorri