L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, da sempre attento alle tematiche riguardanti i migranti, fa presente che qualche giorno fa, la Ong tedesca Sea Watch, che ha la nave sequestrata nel porto agrigentino di Licata (ormeggiata al fianco della Mare Jonio, nave di un’altra Ong, la Mediterranea Saving Humans finita sotto sequestro), ha avvistato, con l’aereo di perlustrazione Moonbird, circa un centinaio di migranti a bordo di un gommone, in acque internazionali. Ha, pertanto, prontamente lanciato un appello alla marina italiana, considerata la vicinanza del natante con il pattugliatore della marina italiana P490. A bordo del gommone, presenti anche dei bambini.

Alarm Phone (che è il numero di allarme a supporto delle operazioni di salvataggio. Istituito, nell’ottobre del 2014, da reti di attivisti e rappresentanti della società civile in Europa e NordAfrica), in relazione al gommone in difficoltà (ed ai migranti a bordo abbandonati al loro destino), ha scritto su Twitter: “Non c’è alcun soccorso in vista anche se da bordo vedono un elicottero. Alle 23,47 ci hanno detto che un lato del gommone si è sgonfiato e sta entrando acqua. Non hanno più carburante e sono alla deriva. È necessario un intervento urgente”.  E, dopo qualche ora, Alarm Phone, fa presente l’Avvocato Pitorri, ha ancora comunicato: “Temono che i bambini muoiano di ipotermia. Ci sono quindici bambini, il più piccolo di nove mesi. Hanno spostato i bambini nel lato dove c’è meno acqua. Una delle venti donne è incinta e sta male. Non lasciateli morire! Le persone a bordo sono in panico. Ci hanno contattati di nuovo. Vedono un elicottero volare intorno a loro ma non vedono alcuna imbarcazione. Ci chiedono se siamo a conoscenza di una possibile operazione di soccorso in arrivo, ma anche noi non sappiamo nulla”.

Evidenzia l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che, anche se, momentaneamente, le attività in mare della Sea Watch 3 sono interrotte (a causa del sequestro della nave), la Ong tedesca continua ad essere molto attiva sui social. Tant’è vero che lo scorso 28 maggio gli attivisti della stessa hanno denunciato il recupero di due imbarcazioni da parte della guardia costiera libica, sottolineando: “Catturare persone in mare e riportarle in un paese in guerra civile è un gesto criminale”.

A seguito, comunque, dell’appello lanciato per portare aiuto al gommone con a bordo quasi cento migranti, nell’immediatezza non si sono registrati interventi da parte della marina italiana, né dichiarazioni sul gommone rintracciato in acque internazionali.

Successivamente, però, la nave della Marina militare italiana Cigala Fulgosi è intervenuta in soccorso dei migranti a bordo del gommone (in difficoltà da qualche giorno, al largo della Libia, nelle acque tra Tunisia e Malta). Tuttavia, le Ong hanno comunicato che, purtroppo, a bordo del natante, sarebbe morta una bambina di cinque anni.

Anche se le condizioni del mare tra la Libia, Lampedusa e la Sicilia sono in peggioramento, si registra un flusso in aumento di partenza dalle coste africane. Alcune imbarcazioni, però, vengono rintracciate dai libici, la cui Guardia Costiera continua ad essere operativa nonostante il conflitto a Tripoli.

Il Viminale, comunque, ha indicato Genova come porto di sbarco per la nave della Marina Militare, che ha a bordo quelle persone disperate, recuperate al largo della Libia. A Calata Bettolo, di fronte alla nave, è stato allestito un presidio sanitario. Una volta in banchina, sono saliti a bordo alcuni funzionari di polizia e i medici della Asl, per le prime ispezioni. Oggi, 2 giugno 2019, Festa della Repubblica Italiana, si sono da poco concluse le operazioni di sbarco, senza che fossero rilevate situazioni di criticità.

Avvocato Iacopo Maria Pitorri