L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri  ricorda il divieto dell’approdo alla nave Aquarius della ONG Sos Mediterranée. A bordo, sono rimasti coinvolti seicentoventinove migranti tratti in salvo in sei operazioni di soccorso, compiute dalla stessa nave della ONG francese, oltre che da un mercantile e dalla Guardia costiera italiana. Anche se in passato si sono già verificati dei problemi per una nave carica di migranti (nel farsi assegnare un porto sicuro per lo sbarco), l’episodio che ha investito Acquarius è stato accompagnato dal motto politico del Governo “porti chiusi alle navi con i migranti”. Prima di allora solo l’Ungheria di Viktor Orbán ha osato alzare muri sui confini, per fermare i migranti che cercavano di raggiungere il Nord Europa.

Tra i disperati sull’Aquarius vi erano anche centoventitré minori non accompagnati, undici bambini e sette donne incinte, che, con gli altri dell’equipaggio della ONG, sono rimasti bloccati in mare, per nove giorni, prima di riuscire a sbarcare a Valencia, in Spagna, grazie all’apertura voluta dal governo di Pedro Sanchez.

Vi sono stati poi altri casi di navi che si sono viste negare l’approdo e costrette a rimanere in mare con il loro carico di naufraghi. Si è trattato soprattutto di navi delle ONG (quasi tutte straniere), ma anche mercantili e perfino una nave della Guardia costiera italiana: la (ormai famosissima) Diciotti.

Inoltre il Decreto Sicurezza bis, prevede, tra l’altro il sequestro e multe tra i diecimila ed i cinquantamila per le navi che non rispettano il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali, attribuendo la decisioni sulle sanzioni al prefetto.

                                                                               Avvocato Iacopo Maria Pitorri