Recentemente, con le parole “Accogliere, promuovere, proteggere e integrare”, quale  missione della Chiesa, il Papa ha manifestato un messaggio in vista della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che ci ricorda l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri,  si terrà il prossimo 29 settembre, dal tema “Non si tratta solo di migranti“.

Il Santo Padre ha scritto: “Conflitti violenti e vere e proprie guerre non cessano di lacerare l’umanità. Ingiustizie e discriminazioni si susseguono. Si stenta a superare gli squilibri economici e sociali. E a fare le spese di tutto questo sono soprattutto i più poveri e svantaggiati. Lo sviluppo economico porta con sé la tendenza ad un accentuato individualismo che, unito alla mentalità utilitaristica e moltiplicato dalla rete mediatica, produce la globalizzazione dell’indifferenza. In questo scenario i migranti, i rifugiati, gli sfollati e le vittime della tratta sono diventati emblema dell’esclusione perché, oltre ai disagi che la loro condizione di per sé comporta, sono spesso caricati di un giudizio negativo che li considera come causa dei mali sociali”.

Secondo il pensiero di Papa Francesco, pertanto, la presenza dei migranti e dei rifugiati, come, in generale, delle persone vulnerabili, rappresenta un invito a recuperare alcune dimensioni essenziali della nostra esistenza cristiana e della nostra umanità, che rischiano di assopirsi in un tenore di vita ricco di comodità. “Interessandoci di loro, ci interessiamo anche di noi, di tutti; prendendoci cura di loro, cresciamo tutti. Ascoltando loro, diamo voce anche a quella parte di noi che forse teniamo nascosta perché oggi non è ben vista”.

Per il Pontefice, quindi, accennando ai migranti, entrano in gioco le nostre paure, il timore, dubbi legittimi. Spesso il vedersi condizionare il proprio modo di pensare e di agire ci rende intolleranti, chiusi, forse anche  razzisti, pur senza che possiamo rendercene conto. Su questo, a dire di  Papa Bergoglio dovremo riflettere. “Ancora una volta, non si tratta solo di migranti: si tratta della nostra umanità”, ha insistito.

Il Papa ha anche parlato dei Paesi in via di sviluppo, che continuano a essere depauperati delle loro migliori risorse naturali e umane a beneficio di pochi mercati privilegiati. Argomentando sulle guerre ha palesato come la produzione delle armi avvenga nelle regioni che, poi,  non vogliono farsi carico dei rifugiati prodotti da tali conflitti. Tutto questo a discapito dei più poveri, dei più vulnerabili

Per il Pontefice, ovviamente, vi è un principio cristiano cardine: la persona è al centro di tutto, nelle sue molteplici dimensioni. La priorità è sempre degli ultimi, senza lasciare spazio all’indifferenza e al disinteresse. Gli ultimi, gli emarginati della società, tra cui i migranti, con il loro carico di difficoltà e sofferenze, dovrebbero venire per prima. Tutti dovrebbero mettersi al loro servizio.

Ed è proprio dai quattro verbi “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”, che Papa Francesco vuole ripartire, a tutela dei  migranti e dei rifugiati, promuovendo lo sviluppo umano integrale di tutte le persone, anche aiutando la comunità mondiale ad avvicinarsi agli obiettivi di sviluppo sostenibile (che, altrimenti, difficilmente saranno raggiunti).

Per il Santo Padre, evidenzia l’Avvocato Pitorri, si deve andare al di là del migrante, guardando la situazione in maniera più ampia, nel considerare sia il presente, sia il futuro della famiglia. I migranti costituiscono un importante aspetto dell’odierna società, certamente sempre al centro di polemiche e dibattiti. Per il Papa, però, attraverso loro ogni essere umano può cambiare, in virtù dei principi cristiani e “vedere nel migrante e nel rifugiato un fratello e una sorella da accogliere, rispettare e amare, un’occasione che la Provvidenza ci offre per contribuire alla costruzione di una società più giusta, una democrazia più compiuta, un Paese più solidale, un mondo più fraterno e una comunità cristiana più aperta, secondo il Vangelo”.

Ultimamente e  sul perché parli spesso dei migranti, il Santo Padre ha detto: “Perché è una priorità oggigiorno nel mondo. Il mondo migratorio è giunto a un punto tale, oggi, che ho preso nelle mie mani la sezione migranti del Dicastero dello Sviluppo Umano Integrale per darle un significato. Tutti i giorni veniamo a sapere che il Mediterraneo sta diventando sempre più un cimitero, solo per fare un esempio. Il cuore delle persone deve restare aperto  dobbiamo avere il cuore di accogliere e poi, successivamente occorre promuovere e integrare. Un intero processo”.

                                                                    Avvocato Iacopo Maria Pitorri