La settimana appena trascorsa è stata teatro di un evento che ha coinvolto tutta l’Europa: le elezioni dei membri del Parlamento Europeo. Si tratta di una istituzione di tipo parlamentare, che rappresenta i popoli dell’Unione europea ed è l’unica istituzione ad essere eletta direttamente dai cittadini dell’Unione.

In Italia, le elezioni si sono svolte domenica 26 maggio (per eleggere i 73 membri del Parlamento europeo, che rappresenteranno il Belpaese per i prossimi cinque anni). L’attenzione va riposta, innanzitutto, nell’affluenza:  in Italia  stata del 56,10%. Certamente in calo rispetto al 58,69% della precedente consultazione di riferimento. Lo ha rilevato il Viminale. L’affluenza più alta è stata in Umbria (67,7%) ed Emilia-Romagna (67,3%); la più bassa in Sardegna (36,25%) e in Sicilia (37,51%). Non era mai accaduto nulla di simile, specie in Sicilia, Sardegna e, in genere, al Sud.

Per quanto riguarda la Germania, invece, vi sarà al più presto una serie di incontri, da parte della coalizione di governo di Angela Merkel, per analizzare il voto, dopo la sanzione subita nelle elezioni europee, che ha riacceso interrogativi sulla sua sopravvivenza. Gli elettori hanno assegnato alla Cdu-Csu della cancelliera, e al loro alleato Spd, il peggior risultato mai ottenuto nelle elezioni europee, mentre sulla scia del buon risultato ottenuto in Europa, sono raddoppiati i voti dei Verdi. Questi ultimi hanno acquisito di un milione di voti da ciascuno dei due partiti della coalizione di governo, specialmente tra i più giovani. Ed ora la coalizione é a rischio. Si evidenzia che i Verdi, in Germania, non sono un movimento di protesta ma sono spiccatamente europeisti, spinti dalla lotta al cambiamento: in questa campagna elettorale hanno avuto un peso notevolissimo il tema della difesa del clima e le marce dei ragazzi di “FridaysForFuture”.

Per quanto concerne l’Inghilterra, il crollo del partito conservatore britannico alle Europee è stato il peggior risultato in quasi 200 anni. Lo hanno riportato diversi quotidiani britannici che sottolineano che l’8,8% ottenuto dai Tory è, senza dubbio, il risultato più basso dal 1832.  Il Regno Unito elegge 73 deputati. Il nuovo Brexit Party di Nigel Farage ha trionfato con il 32% alle Europee (secondo una prima proiezione nazionale  della Bbc).

In Francia è stata confermata la vittoria della lista di destra Prenez le Pouvoir, sostenuta dalla leader del Rassemblement National Marine Le Pen, con il 23,43% dei voti, che ha superato Renaissance, sostenuta tra gli altri da En Marche del presidente Emmanuel Macron, al 22,31%. Europe Ecologie (Verdi) ha, invece, ottenuto il 13,42%, mentre l’Unione di centrodestra 8,48. La France Insoumise (sinistra radicale) ha preso il 6,31% e gli ecologisti di Envie d’Europe Ecologique et sociale il 6,18.

 L’Olanda ha diritto a eleggere 26 eurodeputati. Secondo le prime stime, invero, i laburisti guidati da Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione europea, con il 18,1% dei voti, dovrebbero aggiudicarsi cinque dei 26 seggi assegnati ai Paesi Bassi.

L’Irlanda ha diritto a eleggere 13 eurodeputati. Due quali però congelati fino a che il Regno Unito non concederà la sua quota ratificando la Brexit. I Verdi dovrebbero conquistarne due. Secondo le prime proiezioni, nella piccola Irlanda.

In Repubblica Ceca vengono eletti 21 europarlamentari. Il partito del premier ceco Andrej Babis, ha vinto le europee in Repubblica ceca (secondo i dati definitivi pubblicati dall’Europarlamento seggi).

La Slovacchia elegge 13 parlamentari europei. La coalizione europeista legata alla presidente slovacca Zuzana Caputova, che inizierà il suo mandato a giugno, ha vinto le europee, secondo i dati definitivi diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica locale.

Il Belgio ha diritto a eleggere 21 eurodeputati. La prima posizione, all’esito delle elezioni, è stata del  partito conservatore Nuova Alleanza Fiamminga al 28%. Al secondo posto il partito di estrema destra Vlaams Belang al 20 per cento. Nella regione francofona della Vallonia (Bruxelles) il partito socialista è al primo posto al 23%. Al 21% il partito dei verdi.

Le elezioni europee del 2019 si sono tenute nei 28 Stati membri dell’Unione europea, tra il 23 e il 26 maggio (così come stabilito, unanimemente, dal Consiglio dell’Unione europea). Tutti i Paesi hanno iniziato lo spoglio dei voti alle ore 23:00 del 26 maggio, in modo da rendere lo scrutinio una procedura simultanea in tutta l’Unione. Queste elezioni hanno rappresentato la nona tornata elettorale per il Parlamento europeo. Si rammenta che il primo voto risale al 1979.

Vedremo, ora, cosa accadrà, cosa cambierà in Europa, alla luce dei definitivi risultati elettorali.

Avvocato Iacopo Maria Pitorri