La nave Ong tedesca Sea Watch 3, con ancora a bordo quarantasette ancora a bordo (dopo che famiglie con bambini, diciassette persone, e una donna con ustioni erano state fatte scendere venerdì scorso dalle autorità italiane), si trova al momento a circa un miglio dall’isola di Lampedusa. Sfidando il veto di oltrepassare il limite delle acque territoriali, ha chiesto di entrare in porto per “ragioni umanitarie”. Le condizioni a bordo, stando alle valutazioni di medici ed equipaggio, “supererebbero le motivazioni che hanno portato al diniego di sbarco”. La condizione psicologica dei naviganti è del tutto negativa: si sentono privi di valore, come se a nessuno importasse di loro. “Una situazione che, assieme al mal di mare e all’assenza di speranza e prospettive, sta rendendo le persone davvero vulnerabili”. Riferiscono i medici sulla nave che “alcuni di loro dicono di voler autoinfliggere delle ferite o addirittura suicidarsi, pur di far finire questa situazione”. Ne deriva che si sta facendo del tutto per mantenere un equilibrio estremamente fragile e precario”.

Mentre la Sea Watch 3 affronta questo calvario, l’Onu “ha fatto sentire la sua voce” al Governo italiano. Fa presente l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, che ha costantemente a cuore le vicende legate ai migranti (occupandosi prevalentemente di questo settore, nello svolgimento della sua attività forense), che al Ministero italiano degli Affari Esteri è giunta una lettera, da parte dell’Alto Commissariato permanente presso le Nazioni Unite a Ginevra. La missiva contiene richieste di chiarimenti e preoccupazioni emerse relativamente alla bozza del cosiddetto “Decreto sicurezza bis” (non ancora discusso a Palazzo Chigi). La lettera è già stata trasmessa per competenza al Viminale, nel pieno rispetto degli impegni internazionali e dell’assoluta tutela dei diritti umani. Una copia della stessa è anche stata recapitata “per conoscenza” al governo libico, nonché all’Unione Europea. In buona sostanza, l’allarme lanciato dall’Onu, vuol fermare le disposizioni del “Decreto Sicurezza bis” per “violazione dei diritti umani”. Si chiede al governo di assumere “misure ad interim” per “fermare le violazioni” ed “evitare che si ripetano”. Non solo: “Gli eventuali responsabili dovranno renderne conto”, qualora apposite inchieste accertino azioni contrarie alle norme internazionali. L’intimazione fatta dall’Onu al Governo italiano riguarda il ritiro delle circolari contro la Mare Jonio e di bloccare il provvedimento che multa le ONG che effettuino soccorsi in mare. Il “Decreto sicurezza bis”, a parere degli esperti delle Nazioni Unite, “è potenzialmente in grado di compromettere i diritti umani dei migranti, inclusi richiedenti asilo e le vittime o potenziali vittime di detenzione arbitraria, tortura, traffico di esseri umani e altre gravi violazioni dei diritti umani”.

Avvocato Iacopo Maria Pitorri