Dall’inizio del 2019 gli sbarchi sono diminuiti del 95%. Tuttavia coloro che sono impegnati  “In Migrazione”, Società Cooperativa Sociale nata nel 2015 dalla volontà di persone  impegnate nella ricerca, nell’accoglienza e nel sostegno agli stranieri in Italia, hanno svolto una recente indagine dalla quale è emerso che di contro a  sole 115 persone sbarcate a gennaio, ci sono state ben 3.409 richieste di asilo.

Già dal luglio del 2018 gli sbarchi di migranti sulle nostre coste si sono ridotti in maniera significativa. L’Italia e l’Europa, purtroppo, sono tutt’oggi coinvolte nelle rilevanti problematiche connesse all’arrivo di quasi due milioni di migranti lungo rotte clandestine nell’ultimo quinquennio. In particolare, il sistema di accoglienza italiano, sfortunatamente, risente dell’atteggiamento decisionale degli altri governi dell’Unione Europea, i quali  persistono nel mostrare scarsa solidarietà nell’integrazione di rifugiati e richiedenti asilo politico. Ne deriva che il sostegno europeo in merito ai ricollocamenti incide, attualmente, in misura estremamente carente e limitata sui considerevoli impegni dell’Italia. Come se non bastasse, neanche le  risorse finanziarie destinate dall’Europa all’Italia per far fronte all’emergenza hanno raggiunto un livello significativo. Al contrario, gli aiuti europei coprono solo una  parte delle spese italiane.

Come sopraddetto, in relazione al mese di dicembre del 2018, vi è stato un netta diminuzione degli sbarchi. Ciò nonostante, però, si è verificata una ingente crescita delle domande di protezione internazionale. Più specificamente, se prima dell’estate erano principalmente i nigeriani a presentare domanda di asilo, a seguito del potenziamento degli accordi Italia-Libia, ad oggi tale primato é  tornato ai pakistani. Ulteriormente è stato rilevato come i trafficanti di esseri umani abbiano tempestivamente trovato, e ampliato, altri canali per far arrivare in Italia i profughi, aprendo e rafforzando nuove rotte. Vi è stato, perciò, un netto aumento del  91% delle domande di asilo rispetto al mese di luglio del 2018.

Anche per quanto concerne il  risparmio sui conti pubblici dell’accoglienza, stimato circa in un miliardo e 540 milioni di euro, è stato rilevato che mentre nel primo mese del 2019 il risparmio rispetto al mese precedente è stato di 5 milioni e 200mila euro (ovvero appena lo 0,33% della stima), nel 2018 si è  risparmiato sull’accoglienza poco più di 80 milioni di euro (appena il 5% di quanto preventivato).

Alla luce di quanto emerso non può che evincersi, in tema di domande d’asilo, un trend in aumento, certamente un cambiamento non indifferente sul quale incidono non solo i numeri, ma diversi fattori. Per citarne uno, si rammenta che il diritto a chiedere asilo non è legato alla nazionalità delle persone, ma è un diritto soggettivo che chiunque può esercitare indipendentemente da ogni condizione personale, inclusa l’origine nazionale.

Avvocato Jacopo Maria Pitorri