L’interessante caso di un cittadino pakistano secondo l’Avvocato Pitorri, potrebbe mettere a serio rischio la manovra restrittiva in merito alle concessioni dell’asilo ai migranti che ne fanno richiesta. L’Avvocato Pitorri fa presente che sul tema è recentemente intervenuta la Corte di Cassazione, statuendo che per negare l’asilo a un richiedente bisogna provare che, tornando nel suo Paese, lo stesso non rischierebbe la vita. Ne deriva che l’onere della prova sia ribaltato: spetta, infatti, ai magistrati che non possono più basarsi su generiche  “fonti internazionali”.Non vi è dubbio  fa presente l’Avvocato Pitorri  che una sentenza del genere favorirebbe non poco lo status di tutti quei migranti, devastati dalle drammatiche condizioni del proprio paese di origine, che si sono riversati in Italia, chiedendo – appunto – asilo politico. Basti pensare che anche presso lo studio dell’Avvocato Pitorri,  gli immigrati si rivolgono al patrocinatore, con richieste di aiuto in tal senso. Guardando al futuro, ipotizza l’Avvocato Pitorri, ciò che, verosimilmente, potrebbe verificarsi è una sorta di incidenza a favore dei migranti  su quelle che sono da sempre le indicazioni dettate dal Decreto Sicurezza.I giudici della Suprema, accogliendo il ricorso del cittadino pakistano   che si era visto negare l’asilo sulla base di generiche “fonti internazionali”  (che attesterebbero l’assenza di conflitti nel paese di provenienza) hanno manifestato una palese esortazione nei confronti dei magistrati: gli stessi, d’ora in poi, nel giudicare in merito ad una domanda di asilo, saranno tenuti ad evitare scrupolosamente “formule stereotipate”. Dovranno, invece, “specificare sulla scorta di quali fonti” abbiano acquisito “informazioni aggiornate sul Paese di origine” dei richiedenti asilo. E’ sulla scorta di detti principi – inviati al Massimario – che la Cassazione ha dichiarato fondato il reclamo di Alì S., cittadino pakistano al quale la Commissione prefettizia di Lecce e poi il Tribunale della stessa città, nel 2017, avevano negato di rimanere nel nostro Paese con la protezione internazionale. Una sentenza, quella emessa a fine aprile dagli Ermellini, che certamente riaccende le speranze di tanti migranti.

Avvocato Iacopo Maria Pitorri