MIl 5 ottobre 2018 è entrato in vigore il Decreto-legge n. 113 del 2018, altrimenti detto “Decreto Sicurezza”. Secondo una stima dell’Ispi – l’Istituto per gli studi e la ricerca in tema di politica internazionale – vi sono oltre 40.000 stranieri irregolari in più.

In tema di permessi umanitari, invero, gli esperti sostengono che gli immigrati, pur avendo perso la tutela prevista dalla legge, di fatto non sono stati espulsi dal territorio italiano.

Lo studio realizzato dall’Ispi si fonda sui dati formulati dal Ministero dell’Interno, relativamente al periodo giugno 2018/febbraio 2019. È stato calcolato che 49.460 migranti hanno ricevuto il diniego a qualsiasi richiesta di asilo. Nel medesimo periodo, però, soltanto 4.806 stranieri sono stati fisicamente allontanati dal nostro Paese. Ne deriva che gli altri 44.654 casi sono quelli dei migranti privati di ogni forma di assistenza da parte della legge ma che, ciò nonostante, debbono – in qualche modo – sopravvivere. A dire dell’Ispi, l’aumento degli irregolari scaturisce sia dalla circolare distribuita alle diverse Prefetture, con cui si sollecitava maggiore severità nella concessione della protezione umanitaria, che dal “Decreto Sicurezza”, che ha contribuito alla restrizione di possibilità per i richiedenti asilo.

Per ovviare al fatto che la illegalità potrebbe costituire, per queste persone, l’unica via per vivere, la Caritas ha deciso di incrementare l’accoglienza riservata proprio ai nuovi irregolari, che non hanno mezzi di sussistenza per mantenersi.

Più specificamente la Caritas Ambrosiana, emanazione della Diocesi di Milano, ha istituito una sorta di “fondo di solidarietà per gli esclusi dall’accoglienza”, destinato agli stranieri che si sono visti interrompere il percorso di integrazione, a causa delle nuove norme, e sono stati per questo allontanati dai centri di accoglienza che fanno capo alle Prefetture. Basti pensare che soltanto a Milano già duecento persone si sono ritrovate in questa situazione.

Il report di marzo dell’Eurostat (l’Istituto di Statistica dell’Unione Europea) – diffuso di recente – ha evidenziato un netto calo del fenomeno immigratorio in Italia. Non si parla solo gli sbarchi – scesi a poche centinaia – ma anche di richieste di asilo. Le domande relative all’anno 2018 sono state 580.000, con un calo dell’11% rispetto all’anno precedente, ma la metà in meno rispetto alla grande crisi migratoria del 2015. Le principali zone di provenienza sono Siria, Iraq e Afghanistan. Nonostante non vi siano, per ovvi motivi, sbarchi, i due stati europei che hanno dato assistenza al maggior numero di coloro che hanno richiesto asilo politico sono la Germania (28% del totale) e la Francia (19%). A seguire in graduatoria vi sono la Grecia e la Spagna (rispettivamente 11 e 9%). L’Italia è la quinta, avendo accolto 49.000 richiedenti asilo pari all’8% del totale europeo.

Avv. Jacopo Pitorri