Nei prossimi giorni la Ong italiana “Mare Jonio” tornerà nel mar Mediterraneo per monitorare ed eventualmente soccorrere i migranti, coloro che abbandonano le coste del proprio paese, per ritrovarsi ad affrontare un pericoloso viaggio in mare, portando con sé solo la speranza di una vita migliore.

Il 13 marzo 2019, quindi, se le ispezioni a bordo ad opera della Capitaneria di Porto di Palermo non rileveranno irregolarità, la “Mare Jonio” mollerà gli ormeggi e partirà alla volta del Mediterraneo centrale, vale a dire di quel tratto di mare che separa la Libia dall’Italia, per i migranti che cercano di attraversarlo.

Ad oggi l’Ong italiana è una delle poche rimasta nel Mediterraneo per soccorrere i migranti. Dopo la chiusura dei porti da parte dell’Italia (e il calo delle partenze), a sorvegliare le acque con la suddetta Ong, invero, vi sono Sea Watch, Sea Eye e Open Arms. La Sea Watch, a seguito della  questione emersa a fine gennaio, relativa ai migranti a bordo, è rimasta poi per diversi giorni nel porto di Catania, posto che sono state individuate alcune irregolarità ma, successivamente, è ripartita per Marsiglia. 

In ogni modo, in attesa che pure Sea Watch intraprenda la navigazione nel Mediterraneo ci sarà la “Mare Jonio”.

La Ong – si precisa – è un’Organizzazione Non Governativa, indipendente dagli Stati. Senza ricevere alcun fondo, persegue diversi obiettivi di utilità sociale, cause politiche o di cooperazione allo sviluppo. Tra i diversi ambiti, in cui opera, vi è la protezione delle minoranze e la difesa dei diritti umani. In buona sostanza le Ong intervengono direttamente con navi private nel Mediterraneo per le attività di ricerca e salvataggio, in coordinamento con la Guardia Costiera italiana.

Entrambe le Ong in questione hanno partecipato alla manifestazione antirazzista “People – prima le persone”, che ha sfilato nel centro della città di Milano, lo scorso 2 marzo, per chiedere  la inclusione, pari opportunità e una democrazia reale per un Paese senza discriminazioni, senza muri e senza barriere. Dalla “Mare Jonio” è giunto un ringraziamento a “People” per aver ricordato che “i recinti, i muri e il filo spinato saranno travolti se essa si mette in cammino”. Sea Watch, invece, nella medesima occasione, tra circa 250mila persone, ha marciato dietro ad uno striscione eloquente: “Zero sbarchi, sei morti al giorno. Nel Mediterraneo annega l’Europa”.

Avvocato Iacopo Maria Pitorri