Da qualche giorno, ormai, nel mare Mediterraneo, davanti alle coste della Sicilia – dinanzi Siracusa – la Sea Watch – battente bandiera olandese –  con a bordo 47 migranti (inclusi 15 minorenni non accompagnati), era in attesa del via libera allo sbarco. Il Viminale ha individuato il porto di Catania per l’attracco, dopo che sei paesi hanno accettato di dividere con l’Italia i migranti a bordo coordinandosi con la Commissione europea: Francia, Portogallo, Germania, Malta, Lussemburgo e Romania. La scelta riposta sul porto di Catania è stata dettata dalla presenza dei centri per l’accoglienza dei minori, ove verranno trasferiti i migranti; mentre i maggiorenni saranno portati all’hotspot di Messina, dove saranno identificati, in attesa di essere trasferiti nei Paesi europei che hanno dato la disponibilità per ospitarli.

In tutto ciò, per giorni, sul molo di Siracusa non era passata inosservata la incessante presenza di organizzazioni umanitarie, attivisti ed esponenti della politica che, intenzionati da subito ad accogliere i migranti, chiedevano una pronta soluzione al problema, considerate le inesplicabili condizioni delle persone a bordo della nave, con un trascorso estremamente arduo, difficile, sofferente, permeato da tormenti, e pieno di pene e tribolazioni  per le sofferenze subite nella dignità e nei diritti umani.

La vicenda si è avvita a conclusione  quando la SeaWatch, al largo di Siracusa, ha attraccato a Catania nel molo di Levante con a bordo i quarantasette migranti. Ciò che – da subito – ha più colpito i presenti e l’opinione pubblica è stato un abbraccio: al termine delle manovre di approdo, difatti,  i migranti a bordo hanno festeggiato l’arrivo abbracciandosi tra di loro e abbracciando anche i componenti dell’equipaggio della nave della Ong tedesca battente bandiera olandese.

La nave è stata scortata da motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza.

Per ciò che riguarda i minori, il Tribunale per i minorenni di Catania ha emesso provvedimenti di nomina di tutore per ciascuno di quelli presenti sulla Sea Wacth, onde attivare le opportune tutele, in linea con la disciplina interna e la normativa internazionale.

L’aspetto positivo da rilevare è il coordinamento tra alcuni Paesi dell’Europa sulla questione anche grazie alla Commissione Europea.

Avv. Pitorri