Recentemente, fa presente l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, il procuratore di Agrigento è stato ascoltato dalle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera.

Il magistrato, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, ha voluto porre  due punti fermi, che contribuiscono a cambiare volto alle numerose inchieste (tra cui l’ultima, notissima, relativa alla Sea Watch 3 ed alla condotta della capitana tedesca Carola Rackete), in cui sono indagati esponenti delle ONG, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ha, innanzitutto, ribadito il procuratore che  “Il principio di respingimento di gruppi di immigrati in Libia  è vietato dal diritto internazionale”. E ancora: “I porti Sar libici non sono sicuri e la zona Sar libica non è adeguatamente coperta dalla guardia costiera e funziona solo grazie all’accordo bilaterale con l’Italia. Il mio ufficio ha già raccolto documentazione in tale senso dall’Unhcr e da altri organismi internazionali”.
Per il procuratore, specifica l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, il pericolo reale, concreto, per la sicurezza dello Stato  non perviene dai migranti in arrivo dalla Libia, bensì da quelli degli sbarchi fantasma.

 Da qualsivoglia indagine è stata esclusa la sussistenza di contatti preventivi tra trafficanti libici e membri delle ONG, atti a giustificare l’ipotesi che i soccorsi in mare siano stati concordati. Tant’è vero, fa presente l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, che negli stessi giorni in cui l’attenzione dei media era rivolta alla vicenda della Sea-Watch 3, ben oltre duecento migranti sono sbarcati, con vari barchini, imbarcazioni di fortuna, ovvero salvataggi di Guardia di finanza e Guardia costiera. Ciò a riprova del fatto che il maggior pericolo, quindi sono i cosiddetti “sbarchi fantasma”.

Il procuratore di Agrigento, al riguardo, ha fatto presente che gli sbarchi riferiti ai salvataggi delle ONG sono una porzione assolutamente minore.

                                                                          Avvocato Iacopo Maria Pitorri