Oltre cinquanta migranti hanno raggiunto le coste italiane, negli ultimi giorni, in totale autonomia, in tre differenti sbarchi avvenuti tra Sicilia, Sardegna e Puglia.

Oltre cinquanta migranti hanno raggiunto le coste italiane, negli ultimi giorni, in totale autonomia, in tre differenti sbarchi avvenuti tra Sicilia, Sardegna e Puglia.

Altri quarantuno migranti, invece, purtroppo risultano dispersi al largo della Libia.

I natanti in questione hanno raggiunto le nostre coste evitando i controlli delle motovedette della Guardia costiera  o della Guardia di Finanza .

Al momento  è in navigazione nel Mediterraneo solo la Alan Kurdi della Ong tedesca “Sea Eye”, che si trova vicino alle coste tunisine, lontana dalle rotte seguite dalle tre imbarcazioni. Vi è da dire che la mancanza di notizie su partenze e morti al largo della Libia ha ormai reso impossibile constatare con certezza e puntualità i singoli eventi sar (search and rescue) nel Mediterraneo centrale. Il Comando Generale delle Capitanerie di Porto ha lanciato un allarme riferito ad un barcone con a bordo quaranta migranti partiti da Sabrata, Libia, il 23 marzo scorso.

 Nessuno, poi, ne ha avuto più notizie.

 Non si sa nulla di un eventuale salvataggio. Spesso, invero, si viene a conoscenza dei naufragi solo perché la corrente trascina i morti a riva.

Ieri a Lampedusa sono sbarcati sedici migranti (tra cui un bambino e una donna), che si trovavano su un barcone poco distante dalle motovedette della Guardia Costiera, Non vi è stata alcuna intercettazione, o blocco.

I porti sono  di fatto  aperti.

 In Puglia, a Santa Maria di Leuca, è giunta una barca a vela con  venticinque migranti, tra cui quattro donne (di cui una incinta) e sei minori. Tutti di nazionalità turca e irachena. Si trovavano in mare da ben cinque giorni.

Tredici migranti sbarcati a Teulada, nella Sardegna del sud, di nazionalità algerina, sono stati intercettati dai Carabinieri soltanto dopo che sono scesi a terra.

Va evidenziato che le nuove rotte, oltre a sfuggire ai dovuti controlli, possono costituire  un problema per la sicurezza in Europa. Quello degli sbarchi “occulti” è, senza dubbio, un problema di non poco conto. E vi è di più. Il moltiplicarsi delle nuove rotte migratorie ha incentivato, in qualche modo, il business dei trafficanti e la portata dei flussi.

Avvengonotraversate con mezzi piccoli e veloci, per evitare di essere intercettati in mare e poi a terra, dove  la presenza della Guardia Costiera e della Marina militare  è   diradata, consentendo così a centinaia di persone di mettere piede in Italia senza che le autorità ne sappiano nulla.

Dai dati forniti da Frontex (l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, ovvero il sistema di controllo e gestione delle frontiere esterne dello Spazio Schengen), in tema di dinamismo migratorio, si evince che il fenomeno riguarda soprattutto la rotta del Mediterraneo occidentale che, portando in Europa, attraverso il Marocco, quasi cinquantasettemila clandestini, ha consolidato il trend di crescita del 2017.

 Ciò superando, per la prima volta, la rotta del Mediterraneo centrale (circa ventitremila presenze). Quest’ultima, proprio in ragione del richiamato decremento delle partenze dalle coste libiche, è stata sopravanzata anche dagli arrivi lungo la rotta del Mediterraneo orientale (quasi cinquantaseimila).

In totale sono circa centotrentaseimila i migranti arrivati nel 2018 nell’Unione Europea.

Oltre cinquanta migranti hanno raggiunto le coste italiane, negli ultimi giorni, in totale autonomia, in tre differenti sbarchi avvenuti tra Sicilia, Sardegna e Puglia.

Altri quarantuno migranti, invece, purtroppo risultano dispersi al largo della Libia.

I natanti in questione hanno raggiunto le nostre coste evitando i controlli delle motovedette della Guardia costiera o della Guardia di Finanza.

Al momento è in navigazione nel Mediterraneo solo la Alan Kurdi della Ong tedesca “Sea Eye”, che si trova vicino alle coste tunisine, lontana dalle rotte seguite dalle tre imbarcazioni. Vi è da dire che la mancanza di notizie su partenze e morti al largo della Libia ha ormai reso impossibile constatare con certezza e puntualità i singoli eventi SAR (Search And Rescue) nel Mediterraneo centrale. Il Comando Generale delle Capitanerie di Porto ha lanciato un allarme riferito ad un barcone con a bordo quaranta migranti partiti da Sabrata, Libia, il 23 marzo scorso.

 Nessuno, poi, ne ha avuto più notizie.

 Non si sa nulla di un eventuale salvataggio. Spesso, invero, si viene a conoscenza dei naufragi solo perché la corrente trascina i morti a riva.

Ieri a Lampedusa sono sbarcati sedici migranti (tra cui un bambino e una donna), che si trovavano su un barcone poco distante dalle motovedette della Guardia Costiera, Non vi è stata alcuna intercettazione, o blocco.

I porti sono di fatto aperti.

 In Puglia, a Santa Maria di Leuca, è giunta una barca a vela con venticinque migranti, tra cui quattro donne (di cui una incinta) e sei minori. Tutti di nazionalità turca e irachena. Si trovavano in mare da ben cinque giorni.

Tredici migranti sbarcati a Teulada, nella Sardegna del sud, di nazionalità algerina, sono stati intercettati dai Carabinieri soltanto dopo che sono scesi a terra.

Va evidenziato che le nuove rotte, oltre a sfuggire ai dovuti controlli, possono costituire un problema per la sicurezza in Europa. Quello degli sbarchi “occulti” è, senza dubbio, un problema di non poco conto. E vi è di più. Il moltiplicarsi delle nuove rotte migratorie ha incentivato, in qualche modo, il business dei trafficanti e la portata dei flussi.

Avvengono traversate con mezzi piccoli e veloci, per evitare di essere intercettati in mare e poi a terra, dove la presenza della Guardia Costiera e della Marina Militare è   diradata, consentendo così a centinaia di persone di mettere piede in Italia senza che le autorità ne sappiano nulla.

Dai dati forniti da Frontex (l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, ovvero il sistema di controllo e gestione delle frontiere esterne dello Spazio Schengen), in tema di dinamismo migratorio, si evince che il fenomeno riguarda soprattutto la rotta del Mediterraneo occidentale che, portando in Europa, attraverso il Marocco, quasi cinquantasettemila clandestini, ha consolidato il trend di crescita del 2017.

Ciò superando, per la prima volta, la rotta del Mediterraneo centrale (circa ventitremila presenze). Quest’ultima, proprio in ragione del richiamato decremento delle partenze dalle coste libiche, è stata sopravanzata anche dagli arrivi lungo la rotta del Mediterraneo orientale (quasi cinquantaseimila).

In totale sono circa cento trentaseimila i migranti arrivati nel 2018 nell’Unione Europea.

Avv. Jacopo Maria Pitorri