Recentemente da Tarvisio, comune italiano di poco più di quattromila abitanti, in Friuli Venezia Giulia, meravigliosa località turistica, peraltro nota per la ubicazione della stazione meteorologica (ufficialmente riconosciuta dall’organizzazione meteorologica mondiale, nonché punto di riferimento per lo studio del clima della corrispondente area alpina), si sono sollevate non poco polemiche, a causa di una decisione proveniente dall’Istituto Statale di Istruzione Superiore Bachmann.

Recentemente da Tarvisio, comune italiano di poco più di quattromila abitanti, in Friuli Venezia Giulia, meravigliosa località turistica, peraltro nota per la ubicazione della stazione meteorologica (ufficialmente riconosciuta dall’organizzazione meteorologica mondiale, nonché punto di riferimento per lo studio del clima della corrispondente area alpina), si sono sollevate non poco polemiche, a causa di una decisione proveniente dall’Istituto Statale di Istruzione Superiore Bachmann.

Si tratta di una gita nel centro di accoglienza con migranti e responsabili del centro. Più specificamente,  nei giorni 1 e 4 aprile, vi saranno due incontri presso la  caserma Meloni (Coccau) con i responsabili del Centro di accoglienza e i migranti cui viene data ospitalità nella struttura.

L’iniziativa, non è piaciuta a molti ed ha subito scatenato critiche di ogni genere. Si è parlato, invero, di una sorta di strumentalizzazione degli studenti coinvolti nel tentativo di solidarietà posto in essere. Si è accennato anche alla totale mancanza di arricchimento culturale. Alcuni  hanno sostenuto che – in merito alla gita organizzata per incontrare i migranti – non vi sia alcuna motivazione didattica, dietro alla scelta di portare i ragazzi nella casera Meloni. Il tutto, però, evitando di far comprendere completamente, e in tutti i suoi aspetti, la complessità del fenomeno dell’accoglienza.

Ogni giorno, purtroppo, dai media apprendiamo  i tristi, dolorosi, strazianti racconti di questa gente, meno fortunata di noi. Scorgiamo i volti, percepiamo le emozioni e le terribili esperienze vissute, cogliamo le speranze di coloro che,  dalle coste nordafricane, dal medio oriente, da paesi come Siria, Sudan, Libano, Eritrea, Nigeria non hanno avuto altra scelta, se non quella, purtroppo, di abbandonare la propria realtà, emigrare confidando in solidarietà e accoglienza senza frontiere, lasciandosi alle spalle barbarie e crudeltà di ogni tipo.

Ogni giorno, infatti, centinaia di persone si mettono in viaggio per cercare di raggiungere l’Europa. Sognano una esistenza migliore (perché hanno un trascorso di vite spezzate), ma spesso finiscono tra le mani dei trafficanti o in centri di detenzione.

Non si può cancellare l’umanità; si perderebbe un pezzo della nostra democrazia. L’unica cosa che una democrazia come quella italiana dovrebbe fare, insieme all’Europa, è combattere l’illegalità, costruire canali legali, tenendo conto sia dell’aspetto umano, che della sicurezza. Queste persone vogliono cambiare la loro vita e sperano nella solidarietà di tutti noi, per un futuro migliore. Il fenomeno migratorio riguarda tutti noi. Se, quindi, consideriamo imprescindibili la dignità della persona umana e la solidarietà, troviamo proprio nell’accoglienza la risposta giusta. 

Ed è, verosimilmente, proprio per queste motivazioni che la gita degli studenti dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore Bachmann presso la vecchia struttura demaniale di Coccau, località sul confine accanto al quale passa la ciclovia Alpe Adria, importante attrazione turistica, si svolgerà la prossima settimana.

Recentemente da Tarvisio, comune italiano di poco più di quattromila abitanti, in Friuli Venezia Giulia, meravigliosa località turistica, peraltro nota per la ubicazione della stazione meteorologica (ufficialmente riconosciuta dall’organizzazione meteorologica mondiale, nonché punto di riferimento per lo studio del clima della corrispondente area alpina), si sono sollevate non poco polemiche, a causa di una decisione proveniente dall’Istituto Statale di Istruzione Superiore Bachmann.

Si tratta di una gita nel centro di accoglienza con migranti e responsabili del centro. Più specificamente, nei giorni 1 e 4 aprile, vi saranno due incontri presso la  caserma Meloni (Coccau) con i responsabili del Centro di accoglienza e i migranti cui viene data ospitalità nella struttura.

L’iniziativa non è piaciuta a molti ed ha subito scatenato critiche di ogni genere. Si è parlato, invero, di una sorta di strumentalizzazione degli studenti coinvolti nel tentativo di solidarietà posto in essere. Si è accennato anche alla totale mancanza di arricchimento culturale. Alcuni hanno sostenuto che – in merito alla gita organizzata per incontrare i migranti – non vi sia alcuna motivazione didattica, dietro alla scelta di portare i ragazzi nella casera Meloni. Il tutto, però, evitando di far comprendere completamente, e in tutti i suoi aspetti, la complessità del fenomeno dell’accoglienza.

Ogni giorno, purtroppo, dai media apprendiamo i tristi, dolorosi, strazianti racconti di questa gente, meno fortunata di noi. Scorgiamo i volti, percepiamo le emozioni e le terribili esperienze vissute, cogliamo le speranze di coloro che, dalle coste nordafricane, dal Medio Oriente, da paesi come Siria, Sudan, Libano, Eritrea, Nigeria non hanno avuto altra scelta, se non quella, purtroppo, di abbandonare la propria realtà, emigrare confidando in solidarietà e accoglienza senza frontiere, lasciandosi alle spalle barbarie e crudeltà di ogni tipo.

Ogni giorno, infatti, centinaia di persone si mettono in viaggio per cercare di raggiungere l’Europa. Sognano una esistenza migliore (perché hanno un trascorso di vite spezzate), ma spesso finiscono tra le mani dei trafficanti o in centri di detenzione.

Non si può cancellare l’umanità; si perderebbe un pezzo della nostra democrazia. L’unica cosa che una democrazia come quella italiana dovrebbe fare, insieme all’Europa, è combattere l’illegalità, costruire canali legali, tenendo conto sia dell’aspetto umano, che della sicurezza. Queste persone vogliono cambiare la loro vita e sperano nella solidarietà di tutti noi, per un futuro migliore. Il fenomeno migratorio riguarda tutti noi. Se, quindi, consideriamo imprescindibili la dignità della persona umana e la solidarietà, troviamo proprio nell’accoglienza la risposta giusta. 

Ed è, verosimilmente, proprio per queste motivazioni che la gita degli studenti dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore Bachmann presso la vecchia struttura demaniale di Coccau, località sul confine accanto al quale passa la ciclovia Alpe Adria, importante attrazione turistica, si svolgerà la prossima settimana.

Avv. Iacopo Maria Pitorri