Recenti dati hanno destato l’attenzione anche dell’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, da sempre attento alle tematiche inerenti i migranti.

Più specificamente, a fronte dei 2.515 immigrati arrivati via mare, in Italia, nel corso di quest’anno, va considerato che le ONG hanno contribuito allo sbarco di soli cento settantatré migranti (il 7% del totale). Le sole due navi umanitarie rimaste ad operare nel mar Mediterraneo, quindi, la Sea Watch 3 e la Mare Jonio di Mediterranea, sono riuscite ad approdare in porti italiani solamente quattro volte. Ciò smentisce categoricamente, pertanto, l’accusa rivolta alle ONG, ritenute ingiustamente, da alcuni, “complici” dei trafficanti.

Le ONG sono organizzazioni senza fini di lucro, che operano in maniera indipendente dai vari Stati e dalle organizzazioni governative internazionali. Esistono in tutto il mondo e portano avanti, con il loro operato, campagne dall’inestimabile valore umanitario

Gli scafisti, dal canto loro, si sono già prodigati con altre strategie, per consentire sbarchi di migranti occulti o escamotage per approdare nel nostro Paese, continuando a rendere fruttuoso il loro business. Oltre ciò, specifica l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, da alcuni mesi questa gente senza scrupoli ha contribuito ad alimentare i continui soccorsi di gommoni da parte della Guardia costiera libica per raggiungere lo scopo di riportare indietro i migranti che, non di rado, si trovano costretti a pagare più volte il viaggio.

Non vi è dubbio, ribadisce l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, che a fronte dello scarso numero di approdi ad opera delle ONG, vi è in costante aumento il numero dei cosiddetti sbarchi fantasma. Sono già 1.104, invero, i migranti arrivati con barchini, o imbarcazioni “di fortuna”, da soli o trainati da navi madre come il peschereccio sequestrato sabato dalla Guardia di Finanza, o con le barche a vela che arrivano sulle coste di Sicilia, Calabria e Puglia dalla Turchia.

Sono, specifica l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, poco più di settecento le persone soccorse e sbarcate in porti italiani da navi della Guardia costiera e della Marina militare. Si tratta, perlopiù, di tunisini, pakistani e iracheni costituiscono più della metà degli immigrati giunti in Italia nella prima metà dell’anno. Gli africani sono meno di un quarto del totale.

Avvocato Iacopo Maria Pitorri