L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati,  è la principale organizzazione al mondo impegnata, in prima linea, a salvare vite umane e a proteggere i diritti di milioni di persone. Si tratta, più segnatamente, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, l’Agenzia dell’ONU specializzata nella gestione dei rifugiati, per la loro protezione internazionale ed assistenza materiale. La UNHCR, rammenta l’Avvocato Pitorri, è stata fondata il 14 dicembre 1950 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite ed ha iniziato la sua attività in data 1 gennaio del 1951. Assiste oltre sessanta milioni di persone. Nel 1954 e nel 1981 ha vinto due premi Nobel per la pace. Coloro che beneficiano dell’attività della UNHCR, specifica l’Avvocato  Pitorri, sono, innanzitutto, i rifugiati, vale a dire coloro che vivono nel giustificato timore d’essere perseguitato per la propria razza, religione, cittadinanza, appartenenza a un determinato gruppo sociale, ovvero  opinioni politiche. Sono persone che si trovano fuori dello Stato di cui possiedono la cittadinanza e non possono, per detto timore, ritornarvi. Oltre i rifugiati, l’Agenzia dell’ONU assiste anche i rimpatriati, cioè coloro che, essendo rifugiati, chiedono di poter tornare nel proprio paese di origine. Vi sono, poi, i richiedenti, i quali, lasciato il loro paese d’origine, avendo inoltrato una richiesta d’asilo, sono in attesa di una risposta dal paese ospitante per ottenere lo status di rifugiato. Trovano, ancora, tutela da parte dell’UNHCR gli apolidi (coloro che non hanno la cittadinanza in nessuno Stato) e gli sfollati interni, vale a dire coloro che sono costretti a spostarsi per conflitti o cause naturali all’interno della propria nazione. Recentemente, questo importante organismo mondiale, fa sapere l’Avvocato Pitorri, ha chiesto al governo italiano “di rivedere il decreto e al parlamento di modificarlo, mettendo al centro la protezione dei rifugiati ed il salvataggio di vite umane”. L’UNHCR ha espresso non poca preoccupazione per l’approvazione “di un nuovo decreto contenente anche diverse disposizioni che potrebbero penalizzare i soccorsi in mare di rifugiati e migranti nel Mediterraneo centrale, compresa l’introduzione di sanzioni finanziarie per le navi delle ONG ed altre navi private impegnate nel soccorso in mare. Salvare vite umane costituisce un imperativo umanitario consolidato ed è anche un obbligo derivante dal diritto internazionale. Nessuna nave o nessun comandante dovrebbe essere esposto a sanzioni per aver soccorso imbarcazioni in difficoltà e laddove esista il rischio imminente di perdita di vite umane”.                                                                         Avvocato  Iacopo Maria Pitorri